Nella caccia alla balena più insolita che tu abbia mai visto: Harpoon, The Real Whale Hunt Game, un gioco da tavolo del 1955 dove strategia e fortuna si intrecciano su un oceano di quadretti. Ogni giocatore controlla una nave factory, posizionata al bordo del proprio quadrante, pronta a inseguire la balena che danza nel centro della mappa. Il tabellone è una griglia 36x36, divisa in quattro zone: il mare è tuo da esplorare, ma attento — non puoi lanciare l’arpione se non stacchi la tua barca da caccia dalla nave madre.
Girando la ruota, muovi la tua nave factory a passi rapidi. Se la freccia indica una balena, è lei che si muove: un movimento indipendente, imprevedibile. Quando finalmente ti trovi nello stesso quadrante della balena, devi inviare la barca da caccia — più lenta, ma cruciale — per avvicinarla. Solo quando la piccola imbarcazione e la balena occupano lo stesso spazio, il colpo è andato a segno: un punto per te.
La prima balena vale uno; l’ultima, bianca, ne vale due. Dopo ogni cattura, devi riportare la barca da caccia alla nave factory e far entrare in gioco una nuova balena. Il gioco si svolge con un ritmo costante: movimenti casuali, decisioni tattiche, attese silenziose. Vince chi raccoglie più punti prima che l’oceano si svuoti.
Non è un gioco violento — è una danza paziente tra spazi e tempi, dove la fortuna del dado incontra la tua capacità di prevedere i movimenti. Un classico dimenticato, ma ancora affascinante per chi ama il ritmo lento delle battaglie silenziose.
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