Nel cuore di un regno dimenticato dal tempo sorge Hermagor, una città dove ogni merce ha valore e ogni viaggio può cambiare il destino di un mercante. Qui, strade tortuose collegano villaggi sperduti, mercati affollati si animano all’alba e i tesori più rari — armi antiche, libri perduti, reliquie sacre, persino uova di drago — sono oggetti da conquistare. Tu sei uno dei tanti commercianti che hanno attraversato terre sconosciute per arrivare qui: ora devi diventare il più ricco.
Ogni partita si snoda in cinque round, ognuno diviso in due fasi: il mercato e la vendita. Nella prima, i giocatori piazzano i loro agenti attorno ai banchi dei prodotti, cercando di controllare le risorse più utili per la fase successiva. Non si tratta solo di mettere un agente vicino a una merce: chi ha più agenti intorno a un oggetto ne ottiene il dominio, e in caso di parità vince chi li posiziona meglio — su un lato del banco piuttosto che in uno spigolo, o direttamente sopra. Ogni posizione costa qualcosa: i banchi più strategici, quelli che permettono di controllare più merci contemporaneamente, richiedono un investimento maggiore. Ma non è tutto: gli agenti rimasti nel mercato generano reddito. Uno solo dà 1 moneta; due insieme, 3; tre, 6; quattro, 10. È qui che si costruisce la base economica del tuo impero commerciale.
Quando il mercato si chiude, inizia l’ora dei viaggi. Ogni giocatore muove un solo agente per volta lungo le strade della mappa, pagando un prezzo per ogni tratto percorso. L’obiettivo è raggiungere i villaggi e le città che richiedono merci specifiche: devi avere il prodotto giusto nel tuo carico e la fortuna di arrivare prima degli altri. Una volta venduto, un luogo non può essere riacquistato da nessuno — ma se qualcun altro lo visita dopo di te, ricevi una piccola ricompensa. È un sistema sottile che trasforma ogni vendita in un investimento a lungo termine: costruire una rete di punti vendita non serve solo per guadagnare ora, ma per raccogliere piccoli introiti durante tutta la partita.
E poi ci sono le regioni. La mappa è divisa da fiumi in tre aree distinte, e se riesci a collegare tutti i villaggi di una stessa zona con le tue strade, ottieni un’officina: ti dà denaro immediato e un bonus finale al termine del gioco. Il vincitore non è solo chi ha più soldi in cassa, ma chi ha saputo combinare abilmente speculazione, logistica e pianificazione. Alla fine conta anche chi ha costruito la rete di strade più lunga tra i punti principali, chi ha venduto il minor numero di merci in ciascuna delle tre regioni — un dettaglio che sembra banale ma può fare la differenza.
Hermagor non è un gioco veloce. Richiede attenzione, previsione e pazienza. Non si vince con colpi di fortuna, ma con una rete ben costruita: i tuoi agenti nel mercato devono sostenere il tuo viaggio; le tue vendite devono essere distribuite in modo da massimizzare i guadagni futuri; e ogni strada che posizioni deve avere un senso, perché una volta percorsa non si torna indietro. È un gioco dove ogni decisione ha peso, dove il denaro è solo l’ultima misura di un successo più profondo: la capacità di muoversi con intelligenza in un mondo che non perdona gli errori. Eppure, proprio per questo, quando finalmente chiudi il tuo ultimo viaggio e conti i tuoi soldi, sai di aver vinto non perché hai avuto fortuna — ma perché hai costruito qualcosa di solido.
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