Hexagony è un gioco di strategia dove sei eserciti si scontrano su un campo di battaglia dinamico, ogni partita diversa dall’altra. Nato da antiche teorie militari cinesi e rivisitato per il tavolo, non è semplice scacchi: qui i dadi decidono quanto lontano puoi muoverti, le risorse sono limitate e il terreno cambia continuamente.
Ogni giocatore controlla dodici unità, un generale e un rifornimento. All’inizio, gli eserciti si schierano nei propri settori triangolari, disposti a stella su una plancia esagonale che diventa il teatro di guerra. Ma non è solo una griglia: ogni partita inizia con la posizione casuale di segnalini di terreno e vortici, che creano percorsi imprevedibili. I vortici permettono ai reparti di saltare da un punto all’altro della mappa, sfondando le linee nemiche come una manovra a sorpresa.
Il cuore del gioco sta nel bilanciamento tra movimento e rifornimenti. Ogni volta che muovi un’unità, consumi risorse. Ma se non ti muovi, i tuoi soldati restano inattivi. Per questo, ogni turno devi scegliere: avanzare con le truppe o spostare il segnalino di rifornimento per recuperare nuove scorte. È un dilemma costante, come decidere se mandare avanti la fanteria o aspettare che arrivino munizioni e viveri.
La vera eccitazione arriva con la “carica della cavalleria”: quando hai abbastanza risorse e i dadi ti sono favorevoli, puoi lanciare un’offensiva rapida attraverso il campo, colpire l’avversario alle spalle e tornare indietro prima che possa reagire. Ma attenzione: se fai doppio con i dadi, la carica fallisce e le tue unità rimangono bloccate.
Non esiste una strategia perfetta da memorizzare. Ogni configurazione del terreno cambia il gioco, rendendo impossibile prepararsi in anticipo. Un principiante può vincere grazie a un’abile manovra o a un colpo di fortuna con i dadi, mentre l’esperto deve adattare continuamente il piano alle circostanze.
Hexagony non è solo una battaglia tra eserciti: è un gioco che riflette l’arte della guerra come la descrisse Sun Tzu. Movimenti imprevedibili, logistica critica, terreno come alleato o nemico — tutto si intreccia in un ritmo serrato ma mai caotico. La partita dura circa un’ora, e ogni finale è diverso: a volte vince chi conquista più unità nemiche, altre chi riesce a mantenere il controllo delle risorse meglio degli altri.
È un gioco per chi ama pensare due passi avanti, ma non vuole rinunciare alla tensione dei dadi e al piacere di una mossa audace. Un classico riscoperto, con regole che stanno in mezza pagina da capire ma profonde da padroneggiare.
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