Hibiscus and Hurricane è un gioco di strategia ambientato lungo una costa tropicale appena liberata da un regime autoritario, dove i giocatori si trasformano in sviluppatori ambiziosi ma consapevoli. Ogni mossa conta: devi costruire resort accoglienti, attirare turisti e proteggere le tue zone dai disastri naturali, senza dimenticare che il profitto non può venire a scapito della stabilità del territorio.
Ogni partita si svolge in stagioni, ognuna conclusa dall’arrivo di un uragano. Durante la tua fase, scegli tre azioni tra giocare carte, pescarne altre o una combinazione delle due: puoi giocarne una e pescarne due, oppure tre azioni senza pescare. Il limite è chiaro: non puoi mai tenere più di nove carte in mano. Le carte ti permettono di sviluppare province, aggiungere servizi ai tuoi resort o lanciare nuvole lungo percorsi che genereranno uragani — e sì, quegli uragani colpiranno anche gli altri giocatori, cancellando turisti e rovinando i loro investimenti. Ma attenzione: se non gestisci bene le tue risorse, potresti essere tu a subire il colpo più duro.
Il tabellone rappresenta una regione costiera con aree limitate, dove la competizione per lo spazio è intensa. Ogni provincia può ospitare solo un certo numero di turisti: chi riesce ad attirarne di più e a mantenerli al sicuro guadagna punti vittoria. Alla fine di ogni stagione, i turisti rimasti sul tabellone valgono punti, mentre le carte usate vengono rimescolate per la prossima tornata. La partita dura tra tre e cinque uragani, a seconda della difficoltà desiderata.
Non è un gioco da tavolo pesante, ma non è nemmeno banale: ha il ritmo di Ticket to Ride con una profondità strategica superiore. Le decisioni sono costanti — quando rischiare di lanciare un uragano? Quando conservare le carte per reagire a un attacco imminente? Come bilanciare sviluppo e protezione senza esaurire le tue risorse? Ogni turno richiede un po’ di calcolo, un po’ di intuito e un pizzico di audacia.
Hibiscus and Hurricane non ti chiede di essere il più ricco, ma il più intelligente: chi sa costruire in modo sostenibile, anticipare i venti avversari e resistere alle tempeste vince. È un gioco che si sente, non solo si gioca — tra l’odore del sale, la risata dei turisti e il rimbombo di un uragano che si avvicina.
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