Hoorah! Six Bridges: The Battle of Pittsburgh, 1 October 1863

(1996)
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Hoorah! Six Bridges: The Battle of Pittsburgh, 1 October 1863 non è un gioco di storia tradizionale. È un’alternativa audace, dove il passato si piega e diventa qualcosa di completamente diverso. Immagina che Gettysburg non sia stata una sconfitta per Lee, ma l’inizio di una vittoria travolgente: Washington cade, Lincoln fugge a Boston, e la Confederazione rinasce nel cuore della capitale bruciata. L’Europa reagisce in modo imprevedibile: Gran Bretagna e Francia riconoscono gli Stati Confederati; la Prussia schiera le sue truppe dalla parte dell’Unione; l’Austria, spaventata da Berlino, si allea con Parigi. E mentre il Czar mobilita milioni di contadini per attaccare Vienna, il continente sprofonda in una guerra che non ha nulla a che fare con la guerra civile americana… ma tutto a che vedere con Pittsburgh.

È qui, nella città dei sei ponti sul fiume Allegheny, che si gioca la partita decisiva. Lee sa che se controlla Pittsburgh, taglia l’ultimo collegamento ferroviario tra Est e Ovest degli Stati Uniti. È anche il punto perfetto per incontrare le truppe anglo-canadesi, pronte a attraversare il Lago Erie. Ma Grant lo ha capito prima di lui: ha già inviato ordini a Sherman, chiedendogli di marciare verso nord con tutta la sua armata. Chi arriverà per primo? Il generale sudista o l’eroe della campagna del Mississippi? E chi sarà sostenuto da rinforzi inaspettati?

Il gioco ti mette nei panni di uno dei due comandanti: Lee, con il suo esercito stanco ma determinato che attraversa la Pennsylvania; o Grant, che deve coordinare difese e manovre per bloccarlo. Il campo di battaglia è una griglia a esagoni, dove ogni strada, ponte e collina conta. I dadi decidono l’esito degli scontri: non sono un gioco di fortuna, ma il riflesso del caos della guerra reale — il fumo, la confusione, i momenti di coraggio o panico che cambiano una battaglia.

Ogni turno è un equilibrio tra movimento e combattimento. Devi decidere se avanzare con cautela per preservare le tue forze, oppure rischiare tutto in un attacco frontale prima che l’avversario si schieri. I ponti sono punti strategici: perderne uno significa aprire una breccia nel tuo sistema di difesa. Le truppe arrivano con ritardi realistici — non esistono teletrasporti, solo marce faticose e ordini che impiegano giorni per essere consegnati.

La vittoria non si misura solo in territorio conquistato. Devi controllare almeno tre dei sei ponti alla fine di un turno specifico, oppure ridurre l’esercito avversario a una frazione della sua forza originaria. Ma attenzione: se la BEF o Sherman arrivano prima del previsto, il bilancio delle forze cambia all’improvviso. Il gioco è costruito su incertezze e informazioni incomplete — proprio come nella realtà.

Cosa rende Hoorah! Six Bridges speciale? Non è un semplice wargame con soldatini che avanzano. È una narrazione viva, dove ogni decisione ha conseguenze geopolitiche. Il tuo avversario non è un’IA prevedibile: è un altro giocatore che pensa, bluffa e si adatta. E la storia che ti circonda — quella di un mondo in cui l’America si spezza per sempre, l’Europa brucia per una guerra che non doveva combattere, e Pittsburgh diventa il simbolo di una battaglia mai combattuta — è affascinante perché sembra vera. È la storia che avrebbe potuto essere, raccontata con rigore e passione.

Non serve essere un esperto di guerre civili per giocare: le regole sono chiare, il ritmo è sostenibile, e ogni partita dura circa tre ore — abbastanza per immergersi senza perdere la concentrazione. Se ti piace pensare in termini di strategia, apprezzare i dettagli storici e vivere un’alternativa che sembra quasi plausibile… allora questo è il gioco che stavi cercando. Non si tratta solo di vincere una battaglia. Si tratta di decidere cosa succede al mondo, quando la storia cambia su un ponte.

  • Giocatori: 2
  • Durata: 180 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (2.25)
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