Nato in Cina e diffuso in tutta l’Asia orientale, ha tanti nomi: gourd board, phoenix chess, o semplicemente Hor Lor Boon, come lo chiamano a Singapore. Il suo cuore è un tabellone a forma di chiocciola, pieno di figure mitologiche e simboli tradizionali — tra cui una zucca, che dà il nome al gioco.
Ogni giocatore ha un pezzo da muovere, e si parte dall’esterno della spirale. Al tuo turno, lanci due dadi: la somma ti dice di quante caselle avanzare. Ma qui non è tutto semplice — ogni simbolo che incontri ti porta a saltare verso un altro punto del tabellone. Potrebbe essere un aiuto: una fortuna che ti fa balzare avanti, o un inganno che ti rimanda indietro. Non sai mai dove finirai, e questo rende ogni partita imprevedibile.
L’obiettivo è arrivare per primo al centro della spirale, dove siede il Dio della Fortuna o un altro simbolo speciale. Non devi atterrare esattamente sulla casella finale: basta passarci, anche solo sfiorandola. E se durante il tuo movimento finisci su una casella già occupata da un avversario? Allora lo mandi al punto di partenza — una piccola vendetta che aggiunge tensione e risate.
Il tabellone è ricco di personaggi della mitologia cinese: gli Otto Immortali, gli animali dello zodiaco, draghi e gusci di tartaruga. Ogni simbolo ha un significato, ma non serve conoscerli per divertirsi — basta lasciarsi trasportare dal ritmo dei dadi e dai salti improvvisi. Alcune versioni moderne includono due pezzi per giocatore, ma puoi scegliere di usarne solo uno: il gioco rimane veloce, leggero, perfetto per una serata in famiglia o tra amici.
Non è un gioco da stratega complesso. Non serve calcolare mosse a lungo termine. Qui vince chi ha fortuna, chi sa sfruttare i salti e chi ride quando il suo pezzo viene spedito all’inizio per colpa di una zucca troppo generosa. È un gioco che non ti chiede di essere perfetto — solo di giocare, con leggerezza e sorpresa. E forse, proprio per questo, è rimasto vivo da secoli.
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