È una campagna strana e affascinante: Garibaldi vince battaglie con l’energia e la velocità, mentre gli austriaci cercano di bloccarlo tra i passi alpini, sperando che la fatica lo fermi prima della vittoria definitiva.
Il gioco usa un sistema a gettoni per decidere chi muove quando: ogni turno è imprevedibile, come una vera battaglia in movimento. La combattimento non conta le perdite reali, ma la stanchezza – i soldati si logorano, e il morale può crollare anche senza un massacro. Il tabellone, ricco di dettagli montani, diventa un campo di battaglia vivente dove ogni passo conta.
L’obiettivo è semplice: Garibaldi deve raggiungere Bezzecca e aprire la strada alla vittoria; gli austriaci devono fermarlo prima che sia troppo tardi. Ma c’è un colpo di scena storico: anche se Garibaldi è sulla soglia del trionfo, riceve l’ordine di ritirarsi. “Obbedisco”, dice. E così il gioco non racconta solo una battaglia, ma anche la tensione tra gloria militare e decisioni politiche.
Adatto sia per due giocatori che per il solitario, dura circa tre ore e si gioca con un’attenzione calma, senza fretta. Nessun mazzo di carte complicato, nessuna tabella da consultare: solo una mappa, dei gettoni, e la storia che ti chiede di prendere una decisione.
I Obey è un piccolo gioiello per chi ama i wargame leggeri ma con anima.
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