Ogni brigata, composta da quattro stand, rappresenta un’unità tattica che obbedisce ai tuoi ordini… ma non sempre come vorresti. Il sistema di attivazione con carte ti costringe a scegliere con cura quali unità muovere e quando: hai meno carte del numero di reparti disponibili, e ogni scelta ha un prezzo in termini di controllo e tempismo.
Il cuore del gioco non è la forza bruta, ma il morale. Le unità perdono punti di resistenza psicologica piuttosto che di combattimento: una carica ben eseguita può spezzare un nemico più numeroso; un’artiglieria silenziosa può far crollare una linea intera con un solo colpo. Ogni azione è influenzata da dadi e dalla gestione delle carte, creando un flusso di turni dinamico, dove l’attesa e la sorpresa si alternano come in un vero campo di battaglia.
Il gioco include un manuale di 94 pagine con illustrazioni di miniature dipinte a mano, schemi per costruire i contatori da stampare e ritagliare, e una serie di liste d’armata dettagliate. Troverai anche una cronologia delle guerre rivoluzionarie e napoleoniche, un breve scenario sulla battaglia di Arroyo de Molinos, e sette regole opzionali per personalizzare l’esperienza. Non serve un grande arsenale: basta carta, forbici e un po’ di pazienza per preparare il tuo esercito.
In the Name of Glory non cerca di simulare ogni dettaglio storico, ma di catturare l’incertezza del comando in battaglia. È un gioco che premia la flessibilità, la gestione delle risorse e la capacità di adattarsi al caos. Per chi ama i wargame con anima, senza essere troppo complessi, è un classico da non lasciarsi sfuggire.
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