Immagina di essere un detective in una villa isolata, dove un omicidio è appena avvenuto. Il tuo compito? Scoprire chi ha ucciso, chi era la vittima e con quale arma — ma non ti verranno date risposte dirette: solo indizi nascosti tra i personaggi.
Ingenuity, uscito nel 1979 da una piccola casa israeliana, è un gioco di deduzione a due giocatori che mescola il mistero di un giallo con la logica pura di Mastermind. Uno dei due crea l’omicidio: sceglie vittima, assassino e arma, poi nasconde indizi su piccoli magneti attaccati ai blocchi in lucido che rappresentano i personaggi. Alcuni indizi sono veri, altri falsi — un inganno voluto per confondere il detective.
L’altro giocatore muove la sua figura attraverso il piano della villa e del giardino, incontrando i personaggi uno a uno. Ogni incontro rivela un indizio: sesso dell’assassino, rapporto con la vittima, luogo in cui è stato visto... Ma attenzione: chi ti parla potrebbe mentire. L’altro giocatore può spostare i personaggi tra un turno e l’altro per nasconderli o creare false piste.
L’obiettivo è risolvere il caso nel minor numero di mosse possibile. Quando ci riesci, scambi i ruoli: ora tocca a te creare l’enigma da risolvere. Il vincitore non è chi indovina prima, ma chi costruisce un mistero più astuto e lo risolve con meno tentativi.
Ciò che rende Ingenuity speciale sono i pezzi: blocchi di lucido con immagini semplici, magneti che si attaccano come frammenti di verità, e una piccola placca rossa che rappresenta la pozza di sangue — un dettaglio che trasforma il tavolo in una scena da crime scene. È un gioco lento, silenzioso, dove ogni mossa pesa. Perfetto per chi ama pensare prima di parlare.
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