Nella notte fitta di una città europea degli anni '30, quattro agenti segreti si muovono tra ombre e sospetti, ciascuno convinto di sapere chi è l’alleato giusto — ma nessuno lo sa davvero. Inkognito non è un gioco di spie che combattono tra loro: è una danza di inganni, deduzioni e scambi silenziosi, dove il vero nemico è la tua stessa incertezza.
Ogni giocatore controlla uno dei quattro agenti — Lord Fiddlebottom, Colonel Bubble, Agent X o Madame Zsa Zsa — ma non sa quale figura corrisponda al proprio personaggio. Le altre tre sono spie amichevoli, create per confondere gli avversari: tutti hanno lo stesso ruolo, ma aspetti fisici diversi (alto, basso, grasso, magro), e solo uno di loro è veramente tuo. Durante il turno, lanci un piccolo dispositivo a forma di sfera che determina tre azioni possibili: muovere una figura lungo rotte terrestri o marittime, avvicinarsi agli altri giocatori o cercare l'Ambasciatore. Quando due figure si incontrano, puoi chiedere informazioni su uno dei loro mazzi segreti: carta per carta, cerchi di capire chi è chi e cosa stanno cercando.
L’obiettivo non è scoprire tutti i giocatori, ma trovare il tuo partner. Solo insieme potrete ricostruire la missione completa: ognuno possiede metà del codice, e solo lo scambio tra voi due rivelerà l'intero piano. Ma attenzione: se sbagli a identificare l’alleato, non solo fallirete la vostra missione, ma potreste aiutare il nemico. E poi c’è lui — l'Ambasciatore. Un personaggio neutrale che tutti vogliono incontrare perché sa tutto. Può rivelare indizi preziosi, ma anche dare informazioni a chi non dovrebbe. Nel gioco con cinque giocatori, uno di voi assume il ruolo dell’Ambasciatore: muove la sua figura liberamente e può essere interrogato dagli altri come un normale personaggio. Il suo obiettivo? Conoscere perfettamente identità e costruzioni di tutti prima che una coppia completi la missione. Se riesce a indovinare ogni dettaglio, vince da solo.
Il gioco si svolge in un equilibrio instabile tra curiosità e prudenza. Ogni domanda è un rischio: chiedere troppo rivela che stai cercando qualcosa; non chiedere abbastanza ti lascia nell’ignoranza. Le deduzioni nascono dai movimenti, dalle risposte evasive, dagli errori degli altri. Non c'è fortuna nel lungo termine: vince chi osserva meglio, ricorda di più e sa quando tacere.
Inkognito non è un gioco veloce né semplice. Richiede attenzione, memoria e una certa pazienza per seguire i fili di un intrigo che si dipana lentamente. Ma proprio questo lo rende speciale: non ti dà risposte, ti costringe a costruirle da solo — e quando finalmente capisci chi è il tuo partner, la soddisfazione è tutta tua. E se l'Ambasciatore vince? Allora hai perso… ma forse hai imparato qualcosa di più grande.
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