Into the Dragon's Cave

(1993)
6.0/10 (1 voti)

Into the Dragon's Cave è un gioco che non si gioca per vincere, ma per raccontare. Nato nel 1993, è uno dei primi esperimenti di storytelling cooperativo, dove le carte diventano fili di una storia che cresce insieme, tra risate, imbarazzi e momenti improvvisati di pura magia. Non c’è un vincitore assoluto, ma chi riesce a chiudere il racconto con la propria carta finale – senza essere deriso dagli altri – si sente come l’autore del momento.

Il gioco è composto da sei versioni diverse, ognuna ambientata in un genere diverso: fantasy, horror, fantascienza, avventura vittoriana, romanzo d’amore e surrealismo. Ogni versione arriva in una busta ziplock con circa 200 carte da ritagliare a mano su fogli di cartoncino. Non è un gioco che si prepara in cinque minuti: ti serve pazienza per tagliare, mescolare e scegliere quanti pezzi usare. Per una partita veloce, basta le sei carte iniziali; per qualcosa di più avvincente, 50 o 100 carte sono l’ideale.

Si gioca come un racconto collettivo: ogni giocatore riceve un piccolo mazzo iniziale e sceglie una carta tra quelle che ha in mano da riservare come finale. A turno, si piazza una carta sulla tavola, la si inserisce nella storia con una frase naturale – magari “Un drago dorme sotto le rovine” o “La luna era di un rosso che non aveva mai visto prima” – e poi si pesca un’altra carta. Gli altri possono fischiare, ridere o chiederti di riprovare se la tua mossa sembra forzata o fuori luogo: è parte del gioco. Non c’è punteggio, ma una sorta di consenso silenzioso che guida il flusso.

La vittoria non arriva con un colpo di fortuna, ma con la capacità di chiudere la storia in modo credibile. Quando le carte finiscono e ti ritrovi con l’ultima carta in mano, puoi giocare quella scelta all’inizio – se riesci a farla sembrare naturale, senza che nessuno si ribelli. Eppure, anche dopo il tuo “finale”, la storia continua: tutti devono terminare le proprie carte prima di chiudere davvero.

Questo non è un gioco da competizione. È un passatempo per amanti delle parole, per chi trova gioia nell’improvvisazione e nella condivisione di mondi che nascono insieme, carta dopo carta. E se vuoi mescolare i generi – fantasy con orrori spaziali o una storia d’amore in un castello abbandonato – puoi farlo. Le regole sono poche, ma le possibilità infinite.

  • Giocatori: 2-5
  • Durata: 30 min
  • Età Minima: 10+

Meccaniche: Narrazione

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