Nel cuore del football americano degli anni Venti, quando i campi erano fangosi, le maglie non avevano numeri e giocare senza casco era una scelta, non un errore. Ironman Football ti porta a gestire una squadra di franchigia in una lega dove ogni partita è una battaglia per la sopravvivenza, e ogni dollaro conta più di ogni touchdown.
Prendi il controllo di una squadra appena fondata: un nome, qualche soldi, un roster grezzo fatto di giocatori anonimi — i “grunt” che riempiono le linee — e pochi talenti eccezionali da ingaggiare. Ogni stella ha la sua carta individuale: Red Grange con il suo passaggio a gamba tesa, Jim Thorpe che corre come un uragano, Paul Robeson che blocca e attacca allo stesso modo. Ma questi nomi non sono gratis. I loro stipendi ti mangiano il bilancio, e se non gestisci bene i conti, la tua squadra collassa prima ancora di arrivare alla finale.
Ogni settimana decidi chi schierare in attacco, difesa o special team, bilanciando le capacità dei tuoi giocatori con il costo totale della rosa. I giocatori anonimi sono rappresentati da una sola cifra: la forza complessiva della tua linea. Semplice, ma efficace. Ogni partita si gioca con un mazzo di eventi che puoi usare prima o durante il match: un nuovo tipo di play ti dà un dado in più; uno sponsor locale ti regala soldi per la manutenzione del campo; una tempesta cancella i biglietti venduti; un giocatore si rifiuta di giocare perché l’agente gli ha promesso qualcosa di meglio. Gli eventi non sono solo decorativi: cambiano il corso della stagione, trasformano una partita persa in un successo pubblicitario o fanno crollare la tua reputazione.
Il guadagno non viene dai diritti TV — non ce ne sono — ma dalle entrate degli spettatori. Più stelle in campo, più il pubblico affolla lo stadio. Giocare in casa ti fa risparmiare sui trasporti e aumenta le entrate. Se vuoi che i Canton Bulldogs, imbattuti con tre superstar, vengano a giocare nel tuo stadio di Oolong, devi offrire loro una cifra che li renda tentati — anche se la tua squadra ha perso tutte le partite fino ad ora.
Alla fine della settimana, paghi gli stipendi. Se non ce la fai, i tuoi giocatori iniziano a lasciarti. Alcuni restano per fedeltà, altri no. Devi cercare nuovi talenti tra i college o dai campionati locali, ma ogni nuovo ingaggio pesa sul bilancio. E se il tuo debito cresce troppo? Puoi chiedere un rinvio alla lega, ma la tua reputazione ne risente.
La vittoria non si misura solo con i punti in classifica. Chi ha più soldi a fine stagione guadagna un punto extra; chi ha una stagione vincente ne prende un altro. E se riesci a vincere nove partite, ti qualifichi per il titolo: ma attento, perché la squadra con meno vittorie ma più denaro può ancora portare via il trofeo.
Ironman Football non è un gioco di simulazione perfetta. Non ha grafiche, né statistiche complesse. È un gioco di equilibrio tra soldi e talento, tra coraggio e pragmatismo. Ti fa sentire l’odore del fango sul campo, il rumore della folla che urla per una stella, la paura di non poter pagare i tuoi giocatori lunedì mattina. È un gioco dove ogni decisione ha un prezzo — e a volte, il prezzo più alto è quello che non puoi permetterti di pagare.
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