James Clavell's Shogun Card Game

(1983)
6.3/10 (78 voti)

Immerso nell’atmosfera epica del Giappone feudale, *James Clavell’s Shogun Card Game* ti trasporta in una danza di strategia, inganno e opportunità tra samurai, contadini e segreti nascosti. Basato sull’universo del romanzo e della miniserie *Shogun*, questo gioco non è solo un mazzo di carte: è un campo di battaglia silenzioso dove ogni carta giocata può cambiare il corso dell’intera partita.

Ogni giocatore gestisce cinque carte, ma con una regola che rompe gli schemi: quattro sono esposte apertamente davanti a te, mentre la quinta rimane nascosta fino all’ultimo momento. Questo sistema trasforma il bluff in un elemento fondamentale. Chi può indovinare cosa nascondi? E chi riesce a farti credere di avere qualcosa che non hai? Le carte si dividono tra contadini e samurai, ciascuno con sottocategorie come Servitore, Moglie del Samurai o Hatamoto, che valgono punti diversi. L’obiettivo è raccogliere combinazioni valide: una mano omogenea di un solo tipo senza ripetizioni, oppure gruppi di carte dello stesso valore. Ma non tutto è così semplice.

Tra le carte ci sono figure potenti e misteriose: lo Shōgun, l’Erede, l’Imperatore e il Sacerdote possono ribaltare una partita se combinati nel modo giusto. Il Buddha agisce come jolly, mentre il Ninja è un’ombra che può cancellare ogni progresso con un solo colpo. E poi ci sono i segreti: lo Spia, l’Ostaggio e altri elementi nascosti che rendono ogni partita diversa. Le carte non vengono semplicemente pescate e scartate: il mazzo si esaurisce completamente prima di essere rimescolato, così le combinazioni più potenti diventano rare e preziose.

Prima della rivelazione finale, ogni giocatore sceglie una strategia nascosta. Puoi optare per la prudenza: conservare i punti accumulati fino a quel momento. Oppure rischiare con il “Power Play”: se sei l’unico ad attivarlo, o se hai il punteggio più alto della mano, raddoppi i tuoi punti — anche da zero puoi arrivare a 20. Ma se qualcun altro fa lo stesso e non sei in testa? La penalità è dura.

Il gioco scorre con un ritmo serrato ma elegante: le carte vengono giocate quasi contemporaneamente, come se ogni samurai agisse al proprio comando, senza attendere il turno del vicino. Eppure, c’è rispetto in questo conflitto: le carte non si prendono, si offrono; i favori possono essere concessi o negati per influenzare la mano degli altri.

La partita continua fino a che qualcuno raggiunge 500 punti — o 1.000 se vuoi un’epica battaglia lunga e intensa. Non è un gioco veloce, ma non è nemmeno lento: intorno ai 60 minuti, ogni mano ti lascia con la sensazione di aver vissuto una piccola storia, piena di tensione, sorprese e momenti in cui il cuore batte più forte. È un gioco che non si dimentica facilmente, perché qui non conta solo cosa hai in mano… ma cosa gli altri credono che tu abbia.

  • Giocatori: 3-8
  • Durata: 60 min
  • Età Minima: 10+
  • Complessità: (2.00)
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