Jass è un gioco di prese che si gioca con un mazzo di 36 carte, tra amici o in famiglia, con una dinamica tutta sua e un sapore antico ma ancora molto vivo. Le carte, divise in quattro semi — campane, scudi, fiori e foglie — hanno un ordine diverso da quello a cui si è abituati: dopo il re viene l’Ober, poi l’Unter, seguiti dal Dieci (il “Banner”), il nove e così via.
Quando si gioca con un seme di atout, le carte assumono valori diversi: l’Unter e l’Ober diventano i più forti del mazzo, anche sopra l’asso. E qui sta la sfumatura che lo rende speciale: puoi giocare un atout anche se hai una carta del seme iniziale, ma non puoi “sottotutare”, cioè battere con un atout più basso di quello già giocato, a meno che tu non ne abbia solo quelli.
La vera sorpresa è il “Weis”: durante la prima presa, chi ha una combinazione speciale — come tre carte consecutive dello stesso seme o i quattro Ober — può dichiararla e guadagnare punti extra. Se hai un partner, anche lui somma i suoi Weis: insieme potete accumulare vantaggi decisivi.
L’obiettivo è raggiungere una certa soglia di punti, raccolti dalle prese e dai Weis dichiarati. Non si vince solo con le carte più forti, ma con la memoria, il coraggio di giocare l’atout inaspettatamente e la capacità di leggere i compagni.
Jass non è un gioco veloce né banale: richiede attenzione, tattica e un po’ di audacia. È perfetto per chi ama le carte ma vuole qualcosa di diverso dal solito bridge o briscola.
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