Kan-U-Go è un gioco da tavolo degli anni Trenta che trasforma le parole in una sfida veloce e divertente. Con piccole carte da lettere, ognuna con il suo valore, devi creare parole incrociate come in un cruciverba, ma senza griglia: basta posizionarle attorno a quelle già giocate per formare combinazioni valide. Il tutto in meno di mezz’ora, perfetto per una serata tra amici o anche da soli — sì, c’è persino una versione solitaria chiamata “Kan-U-Go Alone”, un po’ come il patience delle parole.
Le regole sono semplici: peschi le carte, costruisci la tua parola, e segni punti in base al valore delle lettere. Le due carte jolly, che possono diventare qualsiasi lettera, aggiungono quel tocco di imprevedibilità che ti tiene sveglio fino all’ultima mossa. Il gioco si svolge su un tavolo e presto le carte si moltiplicano in una piccola città di parole: non è elegante come Scrabble, ma ha un charme antico, quasi artigianale.
La mia copia, arrivata nel ’75, ha 58 carte con fondi blu e una scatola color pesca e oro, finitura marmorizzata. Non esiste una versione standard: alcune edizioni hanno 52 carte, altre di più — un piccolo mistero da collezionista. Ma non importa quanti pezzi hai: l’importante è giocare, sbagliare, ridere e ricostruire la prossima parola.
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