Kendo

(1976)
6.1/10 (221 voti)

Kendo è un gioco di strategia astratta che mette in scena uno scontro tra quattro samurai, ognuno alla guida di una piccola corte per portare il proprio principe al centro del palazzo. Su una griglia esagonale, i giocatori muovono con precisione le loro otto figure: un principe (1), due samurai (2) e cinque combattenti (3). Ogni figura può avanzare solo di tanti passi quanto il suo numero — il principe va di uno, i samurai di due, i combattenti di tre — e non possono saltare sopra gli altri pezzi né tornare sullo spazio da cui sono appena partiti. Il palazzo centrale è vietato: nessuno può entrarci prima del momento giusto.

Quando una figura si ferma su uno spazio occupato da un avversario, lo colpisce e lo rimuove dal gioco. Se riesci a eliminare il principe di qualcun altro, quel giocatore è fuori dalla partita — ma i suoi pezzi restano sul tavolo come ostacoli inanimati, bloccando passaggi e complicando le mosse degli avversari. Non puoi rimanere fermo: ogni turno devi muovere almeno una delle tue figure. E non c’è spazio per l’improvvisazione: ogni mossa conta, perché il cammino verso il centro è stretto, e i punti di controllo sono pochi.

Vince chi porta per primo il proprio principe nel palazzo centrale, guadagnando cinque punti bonus. Ma non finisce qui: tutti i pezzi rimasti in gioco valgono qualcosa — il principe 1 punto, il samurai 2, il combattente 3 — e se nessuno riesce a raggiungere la meta, chi ha più punti vince comunque. Si giocano diverse manche, e alla fine conta il totale: chi accumula più punti diventa il vincitore.

Kendo è un gioco elegante nel suo minimalismo. Non serve fortuna, solo intelligenza e anticipazione. Le regole sono semplici, ma le combinazioni di mossa sono infinite. È stato un successo in Germania negli anni Settanta, pubblicato prima come Kaiser, König, Edelmann e poi rilanciato con il tema giapponese del kendo. Oggi è ancora apprezzato per la sua profondità nascosta sotto una scorza apparentemente tranquilla: un duello silenzioso tra strategie che si intrecciano come lame in un’arena di esagoni.

  • Giocatori: 2-4
  • Durata: 30 min
  • Età Minima: 10+
  • Complessità: (2.39)

Artisti: Heiner Semmelroch, Tilman Michalski

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