Klabberjass è un gioco di carte elegante e astuto, nato tra le taverne dell’Europa centrale e atterrato negli Stati Uniti con il fascino dei vecchi bar e delle partite a carte tra amici. Giocato con un mazzo ridotto da 32 carte — tutte quelle dal 2 al 6 eliminate — è pensato per due giocatori, ed è un perfetto equilibrio tra abilità, bluff e calcolo. Non è un gioco veloce, ma non è nemmeno lento: ogni mano ti coinvolge fino all’ultima carta.
La partita inizia con la distribuzione di sei carte a ciascuno, seguita da una carta scoperta che può diventare il seme di atout. Il giocatore che non ha distribuito ha la prima mossa: può accettare quella carta come trionfo o passare. Se anche l’altro rifiuta, si va al secondo giro di offerte, dove chi ha passato prima può dichiarare un altro seme, e il distributore risponde con quello che ha in mano — oppure decide di “Schmeiss”, cioè buttare tutto via e ricominciare. È una danza silenziosa tra intuizione e strategia: non sempre conviene prendere l’atout subito, perché la carta scoperta potrebbe essere un ostacolo più che un vantaggio.
Dopo il biddo, si completano le mani con altre tre carte ciascuno. A questo punto arriva il momento delle sequenze: se hai tre o più carte consecutive dello stesso seme — non necessariamente trionfo — puoi dichiararle e guadagnare punti. Tre carte valgono 20, quattro o più ne danno 50. Ma attenzione: non sei obbligato a segnalarle. A volte è meglio tenerle nascoste per ingannare l’avversario.
La fase centrale è il gioco delle prese. Si inizia con la carta del giocatore che ha vinto il biddo, e si deve sempre seguire il seme se possibile. Se non lo hai, devi attaccare col trionfo — ma solo se puoi battere la carta già giocata. E qui entra in gioco l’ordine speciale dei semi: nel trionfo, il fante vale più del nove, che a sua volta batte l’asso; mentre nei semi normali, l’asso è re indiscusso. È un sistema che sembra strano al primo impatto, ma diventa intuitivo con la pratica.
C’è poi una mossa elegante: se hai il fante e la regina del trionfo, puoi dichiarare “Bella” quando giochi la seconda carta e incassare 50 punti. Anche qui, non sei costretto a farlo. La scelta di rivelarla o meno può cambiare l’andamento della mano.
Al termine delle otto prese, si contano i punti delle carte vinte: il fante d’atout vale 20, il nove 14, l’asso 11, il dieci 10, il re 4, la regina 3 e il fante di un seme normale 2. Chi prende l’ultima presa guadagna altri 10 punti. Ma qui sta il cuore del gioco: chi ha vinto il biddo deve superare l’avversario per vincere la mano. Se lui fa più punti di te, non solo vince lui, ma prende anche i tuoi punti. Questa regola trasforma ogni decisione in un equilibrio sottile tra ambizione e prudenza: a volte è meglio “affondare” le tue carte, rinunciando ai punti per far fallire l’avversario.
Il primo a raggiungere 500 punti vince. Non serve fortuna smisurata — solo intuito, memoria e il coraggio di non giocare la carta giusta quando sembra la più logica. Klabberjass è un gioco che cresce con te: ogni partita ti svela nuove sfumature, e chi lo ha imparato, difficilmente lo abbandona. È una tradizione viva, soprattutto nel New England, dove ancora si giocano serate intere tra amici, con un mazzo logoro e il profumo di caffè che resta nell’aria.
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