Immagina di pedalare da Land’s End, l’estremità più a sud dell’Inghilterra, fino a John O’Groats, il punto più a nord della Scozia: quasi 1400 chilometri tra strade sterrate, colline e venti imprevedibili. Questo è esattamente ciò che fa *Land’s End to John O’Groats*, un gioco da tavolo del 1940 che trasforma la leggendaria traversata britannica in una corsa diretto ma avvincente.
Si gioca con un dado: ogni giocatore muove il proprio ciclista in base al risultato, seguendo le istruzioni della plancia. Alcune caselle ti aiutano — una brezza favorevole, un tratto pianeggiante — altre ti rallentano: strade bloccate, gomme a terra o una pausa forzata per il tè. Non serve strategia complessa: vince chi arriva per primo all’obiettivo, ma la fortuna e le sorprese della plancia rendono ogni partita diversa.
Il gioco è ispirato alla vera impresa ciclistica di Hubert Opperman, l’australiano che nel 1934 batté il record con un tempo strabiliante. La sua immagine compare sulla scatola — in due versioni diverse, una più stretta e una più quadrata — ma entrambe contengono lo stesso percorso e le stesse regole. Non c’è traccia del produttore sul tabellone, ma i pezzi di legno ricordano quelli delle edizioni della National Games Company, che all’epoca produceva giochi in più formati.
Non è un gioco da competizione intensa: dura venti minuti, non richiede preparazione e si adatta bene a una serata tra amici. Ma ha un charme particolare: ti fa sentire parte di un viaggio reale, fatto di polvere, fatica e piccole vittorie. Un pezzo della storia del ciclismo inglese, su un tavolo da salotto.
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