Nel gennaio del 1945, l’Est Prussia diventa l’ultimo baluardo della Germania in rotta. L’esercito sovietico, con un’enorme massa di uomini e mezzi, si prepara a sfondare le difese tedesche, ormai ridotte a una rete di fortificazioni, trincee e ostacoli antitanco, stretti tra laghi, paludi e fiumi gelati. È un’offensiva che non ammette repliche: per i sovietici è la vendetta finale; per i tedeschi, l’ultima difesa della patria.
Last Battles: East Prussia, 1945 ti porta in mezzo a questa battaglia epica con un sistema dettagliato ma coerente. Ogni turno rappresenta un giorno di combattimento su una mappa estesa da 34x22 pollici, dove ogni esagono copre otto chilometri e le unità vanno dal battaglione all’esercito. Con oltre trecento contatori in scala 1/2”, il gioco riproduce fedelmente la complessità del fronte: artiglieria massiccia, unità d’élite come la Grossdeutschland e l’Hermann Göring, modificatori di combattimento per terreno, clima e posizione. I dadi a dieci facce determinano gli esiti, ma è la pianificazione — il coordinamento tra fanteria, carri e fuoco d’artiglieria — che fa la differenza.
Il gioco si adatta bene anche al solitario: le regole sono pensate per simulare l’imprevedibilità del comando nemico senza bisogno di un avversario umano. La campagna si snoda attraverso fasi distinte, con obiettivi strategici che cambiano man mano che il fronte si sposta verso Königsberg e la costa baltica. Vincere non significa solo conquistare territorio: bisogna spezzare la resistenza nemica, distruggere le sue riserve e mantenere l’impulso dell’offensiva prima che il terreno e il tempo lo bloccino.
Questo è l’erede diretto di *To the Wolf’s Lair*, rielaborato con maggiore precisione e profondità. Non è un gioco veloce, ma non serve: qui ogni mossa conta, ogni colpo d’artiglieria ha peso, ogni battaglia lascia traccia. È una simulazione che rispetta la storia senza romanticizzarla — e per chi ama i wargame di alto livello, è un’esperienza da non perdere.
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