Alexander è morto e l’impero che ha costruito si spacca in sei pezzi. I suoi generali, ora re di territori vasti, negoziano alleanze, ingannano i rivali e lanciano dadi per decidere il destino delle battaglie. Ogni mossa è un passo nel gioco del potere: chi riesce a dominare l’Asia Minore e la Mesopotamia diventa l’unico erede. Un wargame diplomatico dove le parole valgono quanto le armi, ma solo una voce resterà in piedi.
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