Nato nel 1949, è uno dei primi giochi a simulare con ironia e precisione il cammino di un disegno di legge dalla nascita alla firma presidenziale.
Ogni giocatore sceglie una camera — Senato o Camera — e lancia due dadi per muovere la propria proposta attraverso una rete di ostacoli: udienze in commissione, filibusteri, emendamenti e spazi neri che cancellano tutto, mandandoti indietro all’inizio. Superare un’aula non è abbastanza: devi ricominciare dall’altro ramo del Congresso. Quando finalmente entrambe le camere approvano, il tuo testo affronta l’ultimo tratto: sei passi con un solo dado verso la Casa Bianca e la firma presidenziale.
Ogni giocatore inizia con una carta procedura parlamentare, ma lungo il percorso troverai anche carte del Registro Congressuale. Alcune ti fanno avanzare o retrocedere; altre sono scambiabili: puoi usarle per uscire da una commissione bloccata, interrompere il turno di un avversario o sfuggire a un filibustiere. Lo scambio tra giocatori è libero e strategico, e spesso diventa l’anima del gioco.
Non è un simulatore perfetto — non può replicare la complessità reale della politica — ma ogni casella racconta una tappa vera, con nomi precisi e dettagli che fanno sorridere chi conosce il sistema. È un gioco diretto da giocare, ma ricco di spunti: ti fa capire quanto sia lungo, fragile e pieno di intrighi il cammino di una legge. E se la tua proposta muore in commissione? Non importa. Riprovi. Perché qui, come nella vita politica, la pazienza vince sempre.
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