Nato da un articolo della rivista *Miniature Warfare*, è uno dei primi tentativi di portare le battaglie dell’epoca su tavoli da gioco, con miniature e dadi personalizzati. Non serve una grande collezione: basta qualche segnalino per rappresentare i reparti, alcuni dadi a sei facce numerati 2-3-3-4-4-5 (i cosiddetti “average dice”) e un po’ di carta per annotare le mosse. La vera sfida sta nel pianificare in segreto gli ordini dei tuoi reparti, scrivendoli su foglietti da rivelare contemporaneamente all’avversario: una meccanica immediata ma che crea tensione e incertezza, come il fumo della battaglia reale. Ogni azione — avanzata, attacco, ritirata — si risolve con un lancio di dadi e calcoli basati su percentuali, senza complicazioni eccessive. L’obiettivo è sconfiggere l’esercito avversario o raggiungere obiettivi specifici, secondo le condizioni della battaglia che scegli di ricreare. Non ti viene dato tutto: devi cercare da solo i dettagli delle unità, dei comandanti e degli scenari storici, quasi come un archeologo del passato militare. È un gioco rustico, senza grafiche sofisticate né regole ingombranti, ma proprio per questo offre una sensazione autentica: quella di guidare truppe in mezzo al caos, con le informazioni incomplete e il peso delle decisioni che non puoi più ritirare. Perfetto per chi ama la storia, i dadi e l’arte del comando silenzioso.
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