Maillot Jaune è un gioco da tavolo che trasforma ogni partita in un Tour de France vivente. Non si tratta di una semplice corsa su pedali e strade: qui sei il manager di una squadra di otto ciclisti, ognuno con caratteristiche uniche, e devi guidarli attraverso 14 tappe che simulano fedelmente le fatiche, i colpi di scena e le strategie della corsa più dura del mondo. Realizzato a mano nel 1995 dal svizzero Patrick Inauen, questo gioco è un pezzo raro, fatto con tessere colorate, pedine in plastica e fogli stampati, ma la sua anima è profondamente autentica.
Il cuore del gioco sta nelle tessere del terreno: 136 pezzi modulari che rappresentano strade piatte, salite, discese e traguardi a cronometro. Ogni tappa si costruisce come un puzzle, mescolando queste tessere per creare percorsi diversi — da una singola tappa a un Tour completo. Non serve essere esperti di ciclismo per capire cosa succede: i tuoi ciclisti avanzano in gruppi, spinti dal lancio di un dado a 20 facce. Se esce un numero pari, il corridore davanti avanza di due caselle; se dispari, solo una. E con lui si muove tutta la fila che lo segue: è il fenomeno dello scia, dove i ciclisti in gruppo risparmiano energia grazie alla protezione del compagno davanti. Quando il leader consuma le sue forze, scivola in fondo al gruppo e cede il passo a chi sta dietro.
Ma non basta avanzare. Ogni corridore ha un foglio con otto abilità speciali, distribuite su colori diversi: rosso per le salite, blu per i tratti piani, verde per le discese. Queste abilità sono punti energia che si consumano quando usati. Un ciclista forte in montagna può tentare un’uscita isolata sulla salita, ma ogni volta che lo fa, una delle sue caselle viene coperta. Quando finiscono tutti i punti, è stanco: non potrà più fare mosse speciali nella tappa successiva, a meno che non abbia avuto il riposo di un giorno di recupero. E proprio come nel Tour reale, chi indossa la maglia gialla al termine di una tappa riceve un punto extra per la prossima, mentre chi ha sofferto molto parte con uno svantaggio.
La vera sfida non è solo arrivare primo a ogni traguardo. Devi gestire l’intera squadra: i gregari che proteggono il tuo leader, i velocisti che devono essere pronti per gli sprint finali, i scalatori che possono cambiare la corsa in una sola salita. Durante le tappe, i gruppi si spezzano. Alcuni ciclisti rimangono uniti; altri scappano da soli o in piccoli gruppi. Ogni volta che un corridore raggiunge il vertice di una salita, l’arrivo di uno sprint o la linea del traguardo finale, si attiva una fase di confronto: i migliori sprinter cercano di guadagnare posizioni, chi ha risparmiato energie prova a sorpassare. Le mosse speciali — un tentativo di fuga, l’aumento della velocità, il rallentamento strategico per disgregare il gruppo — sono ciò che dà vita alla corsa. Ma ogni mossa costa: usi una abilità e la perdi per sempre.
Le regole non si sovraccaricano di dettagli tecnici. Non c’è bisogno di annotare chilometri, pendenze o calorie bruciate. Tutto è ridotto all’essenziale: il terreno, i dadi, le abilità e la gestione delle energie. Eppure, proprio questa semplicità rende l’esperienza stranamente realistica. Vedi il tuo leader in cima a una salita, circondato da avversari, senza più punti per attaccare. Sai che se non riesce a staccarli ora, perderà minuti preziosi. Oppure ti ritrovi con un velocista fresco e tre tappini prima del traguardo: l’opportunità di vincere una tappa è lì, ma devi decidere se usarlo per lo sprint o tenerlo per il finale della corsa.
La maglia gialla non è solo un premio. È la chiave per vincere. Devi bilanciare le vittorie di tappa con la conservazione delle energie, i sacrifici dei tuoi gregari e l’attesa del momento giusto per attaccare. I tratti in salita sono spesso decisivi: qui non c’è scampo, nessun gruppo che ti protegge. È un duello a viso aperto tra le forze individuali. E se qualcuno si stacca troppo, è eliminato.
Il gioco funziona meglio con sei giocatori e una corsa completa: ogni tappa diventa un capitolo di una storia più grande, dove i cambiamenti di leadership, gli incidenti, le fatiche accumulate e le scommesse sbagliate si accumulano come polvere sulle strade della Francia. Ma puoi anche giocare una sola tappa, o inventare una corsa immaginaria: il sistema è abbastanza flessibile da reggere qualsiasi forma di sfida.
Non è un gioco veloce. Non lo è mai stato. Le partite durano due ore, e in quelle due ore puoi vedere decine di lanci di dado, gruppi che si separano, ciclisti che crollano e altri che risorgono. È lento, ma non noioso: ogni mossa ha peso. Ogni decisione conta.
Maillot Jaune non è un gioco per tutti. Non ha grafiche moderne né pezzi di legno intagliato. Ma se ami il ciclismo, o semplicemente ti piace gestire risorse in modo intelligente e vedere come una piccola azione possa cambiare l’intero corso di una corsa, allora questo è uno dei pochi giochi che riesce a catturare l’anima della bici su strada. È un gioco fatto con passione, per chi sa aspettare, e per chi vuole sentire il vento in faccia senza uscire di casa.
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