Hai un fiammifero in mano? Bene. Ora prendi un foglio e disegna una fila di bastoncini — non importa quanti, tra 10 e 25 vanno benissimo. Due giocatori si alternano per togliere da uno a tre fiammiferi alla volta. Semplice, no? Ma attenzione: chi prende l’ultimo fiammifero perde.
Non è un gioco di fortuna. È una sfida matematica nascosta sotto forma di semplicità. Se il numero iniziale non è un multiplo di 4 più uno — cioè, se non è 5, 9, 13, 17 o 21 — allora chi comincia può vincere. Basta giocare con attenzione: togli subito il numero giusto di fiammiferi per lasciare all’avversario una fila che sia esattamente uno dei numeri “forti”. Poi, ogni volta che l’altro prende 1 bastoncino, tu ne prendi 3; se ne toglie 2, tu ne togli 2; se ne porta via 3, tu ne prelevi 1. Così, in due turni, scompaiono sempre esattamente quattro fiammiferi. L’avversario si ritrova bloccato: ogni mossa lo avvicina all’ultimo bastoncino, e non c’è scampo.
Il bello è che funziona come un segreto ben custodito. Se inizi con 15 fiammiferi, puoi vincere. Ma se ne hai 17? Allora devi aspettare che l’avversario sbagli. E se lui sa la strategia? La partita diventa una danza silenziosa di calcoli e intuizioni, dove ogni gesto conta.
Non serve un tabellone, né pezzi speciali: basta carta e penna o un mazzo di fiammiferi da cucina. È il tipo di gioco che ti prende alla sprovvista — sembra un passatempo per bambini, ma nasconde una logica elegante. Lo puoi giocare in un minuto, ripeterlo dieci volte, e ogni volta scoprire qualcosa di nuovo. Non è competitivo come gli scacchi, ma ha lo stesso sapore: la vittoria non viene dal caso, ma da chi pensa un po’ più a fondo.
Provalo con un amico. Lascia che cominci lui… e poi sorridi quando capirà di essere caduto nella trappola.
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