Ogni giocatore gestisce il proprio Stato, assegnando ogni turno otto punti tra fattori come popolazione, industria, istruzione e forza militare per plasmare il suo futuro. Il tabellone è suddiviso in esagoni, dove territori, risorse strategiche — petrolio, oro, carbone, minerali rari — diventano obiettivi da controllare o negoziare.
Ogni fase del turno inizia con un evento casuale, generato dal lancio di dadi: crisi economiche, scoperte tecnologiche o disastri naturali possono cambiare il corso della partita. Poi arriva il momento delle scelte: investi nell’industria per produrre più armi? Potenzi la tua flotta per bloccare rotte commerciali? O magari cerchi un alleato per condividere risorse e difenderti da attacchi? Il combattimento non è solo una questione di numeri: quando due nazioni si scontrano, le perdite si determinano pescando gettoni numerati, ma puoi influenzare il risultato con un tiro di dado o con accordi segreti.
La vittoria non arriva a scadenza fissa: la partita termina quando una carta casuale lo decide, e chi ha costruito l’economia più solida, la forza militare più efficace e le alleanze più stabili si aggiudica il punteggio finale.
Qui non basta essere potenti: devi saper negoziare, prevedere i movimenti degli altri e sfruttare l’incertezza a tuo vantaggio. È un gioco dove le trattative sono più decisive delle battaglie — e ogni partita diventa una storia diversa.
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