Questo wargame operativo, pubblicato su *Strategy & Tactics* nel 2005, riproduce con precisione storica i movimenti delle unità tra deserti, dune e passaggi strategici che definirono l’inizio della Guerra dei Sei Giorni.
Ogni turno copre sei ore di combattimento, su una mappa a esagoni dove ogni casella rappresenta un miglio di terreno reale. Le pedine, da compagnia a brigata, corrispondono alle unità effettivamente coinvolte o potenzialmente disponibili: carri armati, fanteria meccanizzata e artiglieria disposte su una mappa colorata di 22x34 pollici. Il giocatore egiziano deve decidere se attuare il piano originale — un contrattacco meccanizzato ben organizzato — o cedere alla pressione e ordinare la ritirata, come accadde storicamente. La scelta non è solo tattica: è una prova di leadership sotto stress.
Il sistema si basa su regole equilibrate ma dettagliate, pensate per due giocatori che gestiscono risorse limitate, movimenti complessi e il caos del combattimento moderno. Ogni mossa ha conseguenze: un’unità isolata può essere annientata; una linea di rifornimento interrotta spezza la coesione dell’esercito. La vittoria non si misura solo in territorio conquistato, ma nella capacità di mantenere l’iniziativa e disarticolare il nemico prima che riesca a riorganizzarsi.
Con 280 contatori stampati su entrambi i lati e un manuale di 16 pagine ben strutturato, El Arish '67 offre una simulazione solida, profonda e ripetibile. È un gioco per chi cerca autenticità storica senza rinunciare alla tensione strategica — dove ogni decisione pesa come il peso della storia che si sta scrivendo.
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