È un gioco da tavolo preciso e, pensato per due giocatori che si sfidano come comandanti delle forze invasori o della difesa egiziana.
Ogni turno rappresenta sei-otto ore di combattimento, mentre ogni esagono copre circa 300 metri: i pezzi da gioco sono unità reali, dal plotone al battaglione, disposte su una mappa dettagliata del Sinai. Il sistema sfrutta una griglia esagonale e un’accurata simulazione logistica per riprodurre le difficoltà di movimento nel deserto, la scarsità d'acqua e l’importanza dei punti chiave come Port Said o Port Fouad.
L’obiettivo degli invasori è conquistare i principali snodi strategici entro un numero limitato di turni; gli egiziani devono resistere, ritardare e far pagare caro ogni metro guadagnato. Vincere in battaglia non significa vincere la guerra: il gioco ricorda che, sebbene le forze anglo-francesi raggiungessero i loro obiettivi militari, la pressione internazionale — soprattutto da USA e URSS — li costrinse a ritirarsi.
Realizzato per la rivista *Strategy & Tactics*, Suez '56 è un wargame di media complessità che non chiede solo mosse tattiche, ma anche scelte politiche nascoste: ogni avanzata ha un prezzo oltre il campo di battaglia. Le 280 pedine, la mappa a colori e le regole ben strutturate lo rendono un’esperienza solida per chi ama i conflitti moderni con un’anima storica. Non è solo una guerra: è una lezione su come la forza non sempre vince.
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