Mini Bridge è una versione semplificata del bridge, pensata per chi vuole avvicinarsi al gioco senza essere sopraffatto dalle regole complesse. Si gioca in quattro, a coppie fisse di fronte: tu e il tuo partner siete un’unica squadra contro l’altra.
Ogni giocatore riceve tredici carte, e subito si calcolano i punti d’onore: l’asso vale 4 punti, il re 3, la regina 2 e il fante 1. Tutti dichiarano ad alta voce il totale della propria mano. La coppia con più punti conquista il diritto di giocare la partita; se i punteggi sono pari, si manda in pila e si distribuiscono nuove carte.
Tra i due membri della squadra vincente, chi ha più punti diventa il dichiarante: sceglie la scala da usare come atout (cuori, quadri, fiori o picche) oppure gioca senza atout. L’altro compagno, chiamato “morte”, posa le proprie carte a faccia in su sul tavolo, diventando una sorta di mano esterna da gestire insieme.
Il dichiarante decide poi se puntare al contratto minimo (7 prese) o al gioco (10 per senza atout, 9 per i semi maggiori, 8 per quelli minori). Il resto del gioco segue le regole classiche del bridge: si giocano tredici prese in sequenza, e chi batte la carta più alta della mano vince il trick. L’obiettivo è raggiungere almeno il numero di prese dichiarate.
Il punteggio è ridotto all’essenziale: solo se si supera l’obiettivo si guadagna qualcosa, e non serve tenere traccia di dettagli complessi come i contratti o le penalità. È un gioco che insegna a contare le carte, a valutare la forza delle mani e a lavorare con il partner — senza sovraccaricare chi apprende.
Perfetto per una serata tra amici, per introdurre i ragazzi al bridge o semplicemente per giocare in modo rapido ma strategico. Non è solo un’anteprima: è un gioco completo, nella sua forma più pulita.
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