My House è un gioco diretto ma pieno di personalità, perfetto per i più piccoli che amano raccontare storie della loro quotidianità. Ogni giocatore riceve carte con oggetti domestici – una spazzola da denti, un gioco, un libro, un cucchiaio – e deve decidere dove questi dovrebbero stare a casa sua: in bagno? In salotto? Nella stanza da letto? La risposta non è mai quella giusta o sbagliata: qui conta l’immaginazione.
I bambini spiegano perché la loro spazzola va nel cassetto della cucina, o perché i giocattoli vivono in soffitta. Ogni scelta diventa un piccolo racconto, un modo per esplorare il mondo che li circonda con le proprie parole. I più grandi possono trasformarlo in un gioco di memoria: girare le carte, ricordarne la posizione e formare coppie. Oppure giocare a “Famiglie Felici”, cercando di completare gruppi di oggetti legati allo stesso ambiente, usando sinonimi o descrizioni originali per arricchire il linguaggio.
Non si vince in senso tradizionale: l’obiettivo è condividere, ascoltare e sorprendersi delle scelte altrui. Per i genitori è un modo dolce di scoprire come i figli vedono la casa – e cosa ne fanno. Il gioco cresce insieme ai bambini: da semplice racconto diventa esercizio di memoria, poi sfida linguistica. Non serve una regola rigida: basta curiosità, un po’ di fantasia e il desiderio di dire “a casa mia…”.
GIOCO_ID: 23243
=== RISCRITTURA DESCRIZIONE GIOCO DA TAVOLO ===
Gioco: My House
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DATI DEL GIOCO ###
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Nome: My House
Giocatori: 2-4
Durata: 5-5 min
Categorie: Children's Game, Memory, Word Game
Meccaniche: Memory, Storytelling
DESCRIZIONE ORIGINALE (da riscrivere) ###
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Taken from the Opstelten Speelgoed website.
Where are the toothbrushes to be found at your house? Do they belong in the kitchen, the bathroom or maybe in both? And what about your toys? Do they belong in the Living room or in your bedroom? In any case not in the bathroom. Then they better be stored in the attic. With the game My House children can playfully tell how things are organized at their home. It’s all about telling about their experiences from home. Becoming aware of the arrangement of things at home and thus familiar in their own house.
It is interesting and fun to hear for the parents, hearing their children talk about how they think about the arrangements at home. The children for their part become very resourceful in substantiating their ideas about the location of the objects. But My House offers even more. The older children can play memory games with it or call forth all their linguistic skills in a game of “Linguistic Happy Families”. Thus the game co-develops along with the development of the linguistic skills of the child. Ranging from story telling up to in their own words finding synonyms to complete their set of “Happy Families”!
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ISTRUZIONI
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Scrivi una NUOVA descrizione in ITALIANO per "My House".
NON È UNA TRADUZIONE!
Devi RISCRIVERE il contenuto in modo:
- Scorrevole e piacevole da leggere
- Chiaro e ben strutturato
- Coinvolgente per chi cerca un gioco
USA le informazioni dalla descrizione inglese, ma:
- Riorganizza se serve (l'ordine può cambiare)
- Semplifica frasi contorte
- Elimina ripetizioni inutili
- Rendi il testo fluido in italiano
LUNGHEZZA: circa 236 parole (come l'originale)
STRUTTURA CONSIGLIATA:
1. Apertura che cattura (di cosa si tratta)
2. Come si gioca (meccaniche principali)
3. Obiettivo/come si vince
4. Perché è interessante (se emerge dall'originale)
STILE:
- Frasi di lunghezza variata (alcune corte, alcune lunghe)
- Niente elenchi puntati, solo prosa
- Evita: 'Inoltre', 'Pertanto', 'In conclusione'
- Evita aggettivi esagerati: 'straordinario', 'incredibile'
- Scrivi come un appassionato che spiega a un amico
DIVIETI:
- NO meta-commenti ('Ecco la descrizione...')
- NO markdown o HTML
- NO informazioni inventate
- NO frasi copiate letteralmente dall'inglese
OUTPUT:
Solo il testo della descrizione, nient'altro.
Inizia direttamente con la prima frase.
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My House è un gioco che trasforma le cose di tutti i giorni in storie. Non si tratta di trovare la risposta giusta, ma di raccontare come vedi il tuo mondo: dove metti lo spazzolino da denti? E i giocattoli? Forse in bagno, forse in soffitta — e perché no? Ogni carta è un invito a parlare, a inventare, a sorprendere.
Si gioca con piccole carte che mostrano oggetti familiari: una tazza, un libro, un paio di scarpe. I bambini le posizionano dove credono che appartengano in casa — e poi spiegano perché. Non c’è vincitore né regola fissa: l’unica cosa che conta è la fantasia. Per i più piccoli è un gioco di parole, per quelli un po’ più grandi diventa una sfida di memoria: ricordare dove sono finite le carte, trovare le coppie, costruire famiglie di oggetti legati allo stesso ambiente.
E mentre raccontano, imparano a esprimersi con nuovi vocaboli, a cercare sinonimi, a collegare cose che sembrano lontane. I genitori ascoltano e scoprono come i loro figli vedono la casa: non come un luogo ordinato, ma come un mondo pieno di significati personali.
Il gioco è breve, leggero, perfetto per una pausa o prima della nanna. Non serve essere bravi a giocare — basta avere qualcosa da dire. E ogni partita è diversa, perché la casa di ciascuno ha le sue regole.
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