Oh No, There Goes Tokyo! è un gioco da tavolo dove quattro giocatori si ritrovano a difendere i quartieri di una metropoli sotto attacco da parte di un mostro gigante che non ha pietà. Non si tratta di semplice distruzione: qui ogni decisione pesa, ogni yen speso è una scelta strategica, e il nemico può diventare tuo alleato — se sai come usarlo.
Ogni giocatore controlla un settore della città, con i suoi edifici produttivi, le sue folle di cittadini in fuga e le truppe della guardia nazionale. Ogni turno, i centri di produzione generano Mega-Yen, una valuta iperinflazionata che serve per tutto: pagare l’esercito, evacuare la popolazione, costruire armi segrete o — e qui sta il trucco — riscattare il controllo del mostro. Sì, Godran, l’imperatore dei mostri, non è un semplice avversario: è una pedina che gira tra i giocatori. Chi vince l’asta lo controlla per quel turno e può indirizzarlo verso gli altri, lasciando il proprio quartiere intatto… almeno per ora.
Ma attenzione: ogni volta che Godran distrugge un edificio produttivo, le tue risorse diminuiscono. E se tutti i tuoi centri vengono annientati, sei fuori gioco. Per sopravvivere, devi bilanciare difesa e offesa. Puoi investire in una “Morte Ray” improvvisata: veloce ma incerta. Oppure intraprendere un lungo progetto di ricerca per scoprire la debolezza del mostro — più costosa, ma garantita. Ogni azione richiede soldi, e i soldi non sono infiniti.
Il gioco si svolge su una mappa a quadretti che rappresenta un’ipotetica Tokyo, ma niente ti vieta di sostituirla con la tua città preferita — o quella che detesti di più. I pezzi sono semplici: i quartieri, le truppe colorate, i cittadini in fuga e il mostro, ovviamente. Le carte aggiungono un po’ di caos: origini misteriose di Godran, piani folli per controllarlo, dettagli che rendono l’universo più vivido.
Il vincitore è chi riesce a mantenere almeno un centro produttivo attivo quando il mostro viene finalmente sconfitto — o chi accumula più punti vittoria grazie alle azioni compiute durante la partita. Non si tratta di distruggere gli altri, ma di sopravvivere mentre tutto intorno crolla.
Oh No, There Goes Tokyo! non è un gioco da competizione spietata: è un caos controllato, dove il rischio e l’ironia camminano insieme. È perfetto per chi ama le meccaniche di asta, la gestione delle risorse e quel tocco di follia che trasforma una battaglia in una commedia apocalittica. E soprattutto: è divertente da giocare con due, tre o quattro persone — perché quando il mostro arriva, nessuno è al sicuro.
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