Olustee ti porta sul campo di battaglia più insolito della Guerra Civile Americana: una landa di pini e paludi in Florida, dove nel febbraio del 1864 si scontrarono per la prima volta truppe nere e bianche in uno scontro deciso. È qui che il generale unionista Truman Seymour, convinto di affrontare solo una debole milizia locale, scelse di avanzare verso Tallahassee contro ogni ordine, ignorando i rinforzi confederati che si avvicinavano da Charleston. La sua colonna di 5.500 uomini incontrò l’esercito del generale Finnegan, appena rafforzato e ben posizionato tra le paludi di Olustee Station: un’imboscata in piena regola, ma con la sorpresa che non era mai stata prevista.
Il gioco si svolge su una mappa a esagoni, dove ogni casella rappresenta 300 metri e ogni turno copre circa un’ora di combattimento. Le unità sono rappresentate da pedine che corrispondono a gruppi di 250 uomini: reggimenti di fanteria, batterie d’artiglieria, reparti di cavalleria. Il sistema è basato sulle regole Blue & Gray, leggermente adattate per questa battaglia specifica, con meccaniche semplici ma efficaci che enfatizzano la logistica, il terreno e l’importanza del comando. Non serve un esperto di wargame: basta un dado a sei facce e qualche ora per capire come funziona.
L’obiettivo è chiaro: i unionisti devono sfondare le linee confederate, raggiungere Lake City e minacciare Tallahassee. I confederati devono fermarli prima che la loro avanzata si trasformi in una vittoria strategica. Ma non basta vincere il combattimento: bisogna gestire il ritiro. Seymour, sconfitto ma non annientato, riuscì a fuggire verso Jacksonville grazie alla resistenza dei reparti neri della 54ª Massachusetts e della 35ª Truppe Colore, che bloccarono l’ultimo attacco confederato al crepuscolo. Il gioco ti dà la possibilità di ripetere quel momento: se sei il generale nordista, devi salvare ciò che rimane del tuo esercito; se sei quello sudista, devi decidere se spingere fino alla distruzione totale o accontentarti della vittoria tattica.
Olustee non è un gioco grandioso per dimensione: la mappa è compatta, i pezzi pochi, il tempo di partita breve. Ma proprio in questa semplicità risiede la sua forza. È una battaglia che molti dimenticano, ma che racconta molto: l’arroganza dell’esercito nordista, la preparazione dei confederati, e soprattutto il ruolo cruciale delle truppe afroamericane, spesso ignorate nei racconti tradizionali. Le pedine originali sono state aggiornate in una successiva edizione, ma qui si gioca con quelle autentiche del 1993, come un frammento di storia stampato su cartoncino. Non cerchi un wargame complesso? Questo non lo è. Cerchi qualcosa che ti faccia sentire il peso di una decisione sbagliata in mezzo al fumo dei cannoni e al silenzio delle paludi? Allora Olustee ti aspetta, con i suoi 120 pezzi, la sua mappa colorata e un solo obiettivo: far capire che a volte, anche una battaglia perduta può cambiare il corso di una guerra.
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