Onward Christian Soldiers: The Crusades è un gioco da tavolo epico che riporta alla vita le crociate medievali, non come una semplice serie di battaglie, ma come un intreccio complesso di ambizioni personali, logistica disperata e potere religioso. Progettato da Richard Berg, questo titolo si concentra sulle prime tre crociate, dove eserciti cristiani attraversano mezzo mondo per conquistare Gerusalemme, incontrando sulla loro strada condottieri come Saladino, Federico Barbarossa e Riccardo Cuor di Leone. Ogni mossa è pesata dal peso della storia: l’acqua scarseggia, le malattie decimano le truppe, e la leadership può fare la differenza tra il trionfo e il disastro.
Il cuore del gioco sta nella gestione dinamica dei leader. Ogni turno, i giocatori acquistano segretamente carte dei comandanti – dai nobili franchi ai signori musulmani – per costruire un mazzo di attivazione che deciderà chi si muove e quando. Non sai mai con certezza se il tuo esercito agirà presto o dovrà aspettare: questo crea tensione, alleanze temporanee e tradimenti inaspettati. Il movimento non segue regole rigide di distanza, ma si basa sulla capacità dei comandanti di tenere insieme le proprie forze sotto pressione. Più avanzi, più la stanchezza, il caldo torrido e la fame logorano i tuoi uomini: un esercito che non sa fermarsi rischia di dissolversi prima ancora di arrivare alla meta.
Le battaglie sono dettagliate ma non meccaniche. I combattimenti in campo aperto riflettono le caratteristiche storiche delle forze coinvolte: la carica dei cavalieri franchi è potente, ma vulnerabile se attaccata da arcieri leggeri; i guerrieri musulmani si muovono con agilità e sanno sfruttare il terreno. Ma l’elemento più cruciale sono gli assedi: prendere una città come Antioco o Damasco richiede mesi, risorse immense e spesso la cooperazione tra fazioni diverse. Qui entra in gioco un sistema di alleanze temporanee: se due o più giocatori decidono di unire i propri eserciti per assediare una fortezza, devono decidere chi ne assume il comando entro pochi secondi. Chi comanda alla presa della città ne ottiene il controllo – e con esso, la legittimità politica e militare.
Il gioco si svolge su un’ampia mappa colorata che copre l’Anatolia, la Siria e la Palestina, con 876 pedine dettagliate che rappresentano eserciti, leader e fortificazioni. Le carte degli eventi – una per i crociati e una per i musulmani – introducono imprevisti: tradimenti all’interno delle città, carestie, pestilenze o l’arrivo di rinforzi inattesi. Questi elementi non sono solo decorativi: possono cambiare il corso di un intero conflitto.
Il gioco è pensato per 1 a 7 giocatori e si adatta perfettamente alle diverse dimensioni del conflitto storico: da una partita solitaria che ripercorre la prima crociata, fino a una partita da sette giocatori dove ogni fazione – Franchi settentrionali, Normanni di Sicilia, Tedeschi, Siriani del Nord, Siriani del Sud e Turchi di Mosul – ha i propri obiettivi. La vittoria non è solo militare: si tratta di controllare le città chiave, mantenere la legittimità religiosa e sopravvivere alla propria ambizione.
Onward Christian Soldiers non offre semplici soluzioni o battaglie veloci. È un gioco che richiede pazienza, strategia a lungo termine e una comprensione profonda del contesto storico. Ma per chi è disposto ad affrontare i suoi 5 ore di gioco, offre un’esperienza senza eguali: non si giocano le crociate. Si vive.
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