Pay Cards! è un gioco da tavolo che sembra uscito da un vecchio programma televisivo degli anni Sessanta — e in effetti lo è. Nato nel 1969 come versione casalinga di uno show americano, ti fa sentire come se fossi sul set, con una scatola colorata, una ruota girevole e carte da scoprire come in un gioco a premi.
Il cuore del gioco è semplice: un mazzo di venti carte viene nascosto sotto un foglio di vinile numerato. Un giocatore fa da presentatore e le dispone a faccia in giù, uno per numero. Ogni partecipante sceglie tre numeri, li rivela insieme — e se tra quelle tre carte compare una coppia, devi prenderle tutte. Se no? Le rimetti sotto, aspettando che qualcun altro abbia fortuna. Il gioco procede così fino a quando non escono tutte le carte.
Quando il mazzo è finito, ognuno conta i propri punti: coppie valgono soldi, tre dello stesso tipo ancora di più, e quattro in un colpo solo? Un bel bottino. C’è anche una classifica per la mano migliore della tornata. Alla fine di tre giri, chi ha accumulato più denaro accede al “Jackpot Game”: una ruota colorata da girare per vincere ancora di più.
Tre versioni sono state prodotte: la prima, con un diretto mazzo senza carte jolly e una ruota rossa; poi due edizioni successive che aggiungono le carte selvagge, con dettagli diversi sulla scatola — il colore della scritta del copyright, la camicia del personaggio raffigurato. Le ultime sembrano essere state stampate in pochissimi esemplari.
Non è un gioco complesso, ma ha un fascino particolare: ti fa giocare con l’attesa, il rischio di scoprire una coppia e la soddisfazione di chiudere una mano vincente. È leggero, veloce da imparare, perfetto per una serata tra amici che vogliono divertirsi senza troppe regole. E se ti capita di trovare un’edizione originale, non è solo un gioco: è un pezzo di storia della televisione americana, da tenere sulla mensola accanto ai dischi vintage e alle vecchie riviste.
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