Immagina di comandare eserciti del XVII secolo, dove le file di moschettieri fumanti si scontrano con lance e pikes in un caos di polvere e grida. Piquet: Anchor of Faith ti porta proprio lì, tra le battaglie dell’epoca delle guerre dei Trent’anni e della Guerra Civile Inglese, dove la disciplina conta più del numero e ogni colpo di moschetto è una scommessa.
Giocato su un tavolo con miniature, il gioco ti permette di muovere unità di reggimenti o piccole formazioni da poche compagnie, a seconda che tu voglia affrontare grandi scontri o battaglie più intime e ravvicinate. Ogni turno decidi cosa fare con i tuoi soldati: avanzare, sparare, caricare o tenere la linea — tutto gestito con punti azione che rendono ogni mossa strategica ma mai troppo lenta. I dadi decidono il risultato degli scontri, ma non è solo fortuna: la formazione, la posizione e lo stato morale pesano più di un tiro fortunato.
Non si tratta di vincere per eliminazione totale, ma di controllare i punti chiave del campo di battaglia, spezzare il nemico con l’urto o costringerlo alla ritirata. Le truppe hanno caratteristiche autentiche: i tercios spagnoli sono massicci e resistenti, le cariche dei cavalieri a caracola cercano di sfondare col fuoco prima del contatto, mentre i carri da guerra svedesi diventano fortini mobili. Le regole riflettono la realtà storica: i moschetti sono lenti e imprecisi, il “push of pike” decide spesso le battaglie più accese, e la morale può crollare con un solo colpo di fortuna.
Anchor of Faith non è solo una espansione per Piquet: Master Rules — è un viaggio nel cuore della guerra d’epoca. Le meccaniche introdotte qui, dai nuovi sistemi di inseguimento alle regole sul morale per comando, possono essere usate anche in altri periodi. Se ti piace la storia, il dettaglio e un gioco che non ti tratta come un bambino, questo è il tuo tavolo da guerra.
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