Play Ecology è un gioco di strategia silenziosa e tattica che si svolge su una scacchiera 12x12, dove natura e industria lottano per prendere il sopravvento. Due o quattro giocatori si dividono tra le forze dell’uomo—strade, case e fabbriche—and quelle della terra—fiumi, alberi e vulcani. Ogni partita inizia con i disastri: un terremoto e una nuvola di inquinamento piazzati negli angoli del tabellone, come moniti silenziosi del prezzo da pagare per la crescita.
I giocatori alternano i turni posando pezzi sul campo. Strade e fiumi sono le fondamenta: senza di loro, non si può costruire nulla. Una volta posata la prima strada, diventa possibile piazzare case a un o due spazi di distanza; allo stesso modo, gli alberi trovano rifugio vicino ai corsi d’acqua. Le fabbriche e i vulcani non sono solo punti di potere: creano zone protette, impedendo agli avversari di espandersi troppo vicino. Man mano che il tabellone si riempie, lo spazio diventa sempre più stretto, e ogni mossa richiede precisione.
Vince chi riesce a piazzare tutti i propri pezzi per primo. Non conta essere più aggressivo: conta essere più accorto. Il gioco non è un conflitto diretto, ma una danza di limiti e opportunità, dove ogni pezzo posato modifica il terreno e le scelte future. È un equilibrio sottile tra espansione e contenimento, tra ordine e caos.
Play Ecology nasce dagli anni Settanta con un’idea diretto ma profonda: crescere non significa solo costruire, ma sapere dove fermarsi. E a volte, il vincitore è chi riesce a vivere dentro i confini.
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