Questa guerra, scatenata dalla successione al trono spagnolo, coinvolse le grandi potenze del tempo: la Francia di Luigi XIV contro una coalizione variabile di imperi, regni e alleati. Al centro di tutto c’è John Churchill, duca di Marlborough, e il principe Eugenio di Savoia, due comandanti che plasmarono l’arte della guerra con coraggio e genialità.
Il gioco non si concentra su scontri da poche centinaia di uomini, ma su battaglie vere: interi eserciti che avanzano in linee compatte, artiglierie che tuonano, cavalleria che carica come un muro vivente. Ogni unità è rappresentata da una base, un gruppo di miniature che devono dare l’impressione di essere un corpo militare reale — non importa quanti soldatini ci sono sopra, ma quanto bene sembrano una forza organizzata. Le basi si raggruppano in brigate e comandi, e la dimensione degli eserciti può variare da poche unità a dozzine di reparti, fedeli alla storia o modellati con apposite liste.
Le regole sono semplici ma efficaci: il fuoco, lo scontro corpo a corpo e la resistenza morale seguono logiche intuitive che rispecchiano le tattiche dell’epoca. Le truppe che sparano in file successive possono avanzare con più aggressività, mentre quelle che usano il fuoco a plotone hanno un vantaggio decisivo a corta distanza. Ogni mossa conta: i fiumi diventano barriere naturali, le fortezze attirano come calamite e ogni anno la campagna si snoda come una partita a scacchi su una mappa di terra battuta e polvere.
Non è un gioco che richiede anni per impararlo. Le regole sono progettate per essere rapide da padroneggiare, ma profonde nel loro impatto strategico. Qui non si tratta solo di contare i dadi: bisogna prevedere le reazioni del nemico, gestire il morale delle truppe dopo un attacco fallito, decidere quando caricare e quando attendere. E quando la tua linea di moschettieri avanza in silenzio, o una colonna di cavalleria si lancia all’assalto con urla immaginarie, sai che stai vivendo qualcosa di autentico.
Polemos non è solo un wargame: è un ritorno alle radici della guerra del XVIII secolo — dove la disciplina contava più della forza bruta, e il coraggio si misurava in passi verso il fuoco nemico. È per chi ama vedere le proprie miniature muoversi come eserciti storici, non solo come pezzi su una scacchiera. E quando il tuo avversario guarda la tua linea che si avvicina e sospira, sai di aver vinto già prima del primo colpo.
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