Non si tratta solo di trovare coppie: ogni mossa è un piccolo atto di conservazione, una sfida a colpi di intuito e fortuna per salvare animali che rischiano di scomparire per sempre.
Il tabellone rappresenta un parco naturale dove dodici specie rare — tra cui il panda gigante, l’orango e la tigre — sono divise in coppie maschio-femmina. Le femmine, con le carte a retro rosa, sono nascoste su quadrati gialli al centro del tabellone; i maschi, con retro blu, sono visibili sui quadrati verdi che li circondano. Ogni giocatore ha un piccolo parco di conservazione e una pedina da muovere lungo il percorso esterno, un anello marrone che gira intorno al centro.
Al tuo turno, lanci il dado e avanzi in senso orario fino a fermarti accanto a uno dei maschi visibili. Se non hai ancora catturato alcuna femmina nel tuo parco, puoi girare una carta nascosta: se è la sua compagna perfetta, la prendi e la metti dentro una delle tre gabbie di bambù all’ingresso del tuo parco. Ma attenzione: ogni gabbia può contenere solo un animale, quindi non puoi accumularne più di tre senza accoppiarli. Se sbagli, la carta torna al suo posto, e il segreto rimane nascosto.
Una volta che hai una o due femmine in gabbia, le cose si complicano: quando ti fermi vicino a un maschio, puoi decidere di tentare di abbinarlo con una delle tue femmine già catturate. Gira la carta nel tuo parco e se è quella giusta, la coppia viene trasferita definitivamente nella tua area di conservazione — fuori dalle gabbie, per sempre. È un momento silenzioso ma potente: hai salvato una specie.
Ma non tutto è onesto. Se pensi che un altro giocatore abbia la femmina giusta per il maschio su cui ti sei fermato, puoi tentare di rubarla. Gira la carta nel suo parco e se indovini, te la porti via e la metti nella tua gabbia. Ma se sbagli… non solo devi rimettere al suo posto quella che hai toccato, ma anche rilasciare una delle tue femmine in un quadrato giallo vuoto del centro: un errore che può costarti caro.
Il tabellone è pieno di trappole: alcuni spazi non sono accanto a nessun maschio perché già abbinati. Non puoi fermarti lì, e se ti capita di avanzare oltre il tuo turno, devi saltare quelle caselle. E solo un giocatore per volta può occupare uno stesso punto sul percorso.
La partita continua finché tutte le coppie non sono state riunite. Allora si conta: chi ha creato più accoppiamenti completi nel proprio parco di conservazione vince. Non è una gara a chi raccoglie più animali, ma a chi li salva davvero — con pazienza, memoria e un po’ di coraggio.
Rare Species non ti dà solo un gioco da tavolo: ti fa sentire responsabile di qualcosa di più grande. È lento, silenzioso, quasi meditativo. Non ci sono punti esagerati né carte potenti — solo la tensione di una carta girata troppo presto, il sollievo quando due cuori si incontrano, e il rispetto per chi, in un mondo reale, fa lo stesso con le specie che stanno scomparendo. È un gioco che rimane dentro.
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