Red Dragon Rising: The Coming War With China

(2008)
7.2/10 (137 voti)

Non è un gioco su battaglie già combattute, ma su ciò che potrebbe accadere se il tabù della violenza militare in Asia si spezzasse — e Taiwan diventasse la fiamma che incendia tutto.

Giocando come la leadership cinese, decidi quando e come muovere i tuoi eserciti, le tue forze aeree e la tua flotta per isolare l’isola, neutralizzare le basi americane nella regione e spezzare il supporto internazionale. Come comandante statunitense, devi reagire con rapidità: rafforzare le difese, lanciare attacchi aerei preventivi, muovere navi da guerra verso i punti critici, mantenere la linea di rifornimento tra Giappone e Filippine. Il gioco si svolge su una mappa che copre l’intero Pacifico occidentale, dove ogni pollice rappresenta circa cento miglia, e le unità vanno da singoli battaglioni a gruppi di incrociatori o portaelicotteri. Gli aerei sono raggruppati in ali miste — ma su ogni contrassegno compare solo il tipo principale, per non appesantire la mappa. Le sottomarine operano in gruppi chiamati “Subron”, mentre i sommergibili lanciamissili fungono da minacce silenziose e letali.

Il sistema è pensato per catturare l’imprevedibilità di un conflitto moderno, dove il tempo non scorre lineare ma si espande e si contrae come un respiro. Un attacco aereo può sferrarsi in pochi turni; poi tutto si blocca mentre le forze cercano di riassemblarsi, i satelliti scrutano l’orizzonte, e i comandi aspettano notizie. I dadi determinano il successo degli scontri — non per casualità, ma per rappresentare la confusione, gli errori umani, le condizioni meteorologiche che cambiano tutto in un istante.

Non ci sono attacchi nucleari all’inizio: questo conflitto si muove nell’ombra della minaccia nucleare, non nella sua luce. La guerra comincia con missili da crociera, raid aerei e manovre navali — ma ogni mossa potrebbe portare al baratro. Il gioco ti costringe a scegliere: spingere fino all’ultimo per vincere, o fermarsi prima che tutto vada fuori controllo.

Red Dragon Rising non è un gioco di conquista semplice. È un esercizio di strategia politico-militare, dove ogni unità ha un peso simbolico e ogni decisione ha conseguenze più grandi del territorio guadagnato. La mappa non è solo una superficie da occupare: è il palcoscenico di un mondo che sta per cambiare. E quando la partita finisce — dopo tre ore di tensione crescente — ti ritrovi a ricostruire mentalmente l’intera guerra, come se fosse un racconto scritto a posteriori da qualcuno che ha visto troppo.

Per due giocatori o per uno solo, con una regolamentazione pensata per il solitario, questo gioco ti chiede di immaginare ciò che nessuno vuole vedere accadere — e forse, proprio per questo, è così coinvolgente.

  • Giocatori: 1-2
  • Durata: 180 min
  • Complessità: (2.85)

Artisti: Joe Youst, Nicolás Eskubi

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