Tra le steppe sconfinate e i fiumi gelati, eserciti frammentati si scontrano in un caos senza confini chiari — bolscevichi contro monarchici, nazionalisti contro anarchici, legioni straniere contro partigiani locali. È una guerra dove il terreno conta quanto le idee, e ogni mossa può cambiare l’equilibrio di un impero in frantumi.
Il gioco si svolge su una vasta mappa che va da Varsavia a Omsk, con unità che vanno dai distaccamenti di cavalleria cossaca alle armate rosse organizzate da Trotsky. Ogni fazione ha le sue forze: i bianchi contano su corpi di volontari tedeschi e partigiani musulmani; i rossi su divisioni lettoni d’élite, treni blindati e flotte fluviali. Il comando è frammentato: non puoi muovere tutti i tuoi reparti insieme. Ogni turno, una pesca casuale decide chi agisce — un’armata rossa, un gruppo di bianchi, o persino la Legione Ceca. Questo sistema a gettoni riflette l’anarchia reale del conflitto: non sai mai cosa succederà dopo.
La logistica è cruciale. Le unità isolate si disgregano senza rifornimenti; quelle sconfitte devono essere ricomposte, ma solo se il caso lo permette. E poi ci sono gli eventi imprevedibili — due tabelle casuali, una per ogni fazione, che introducono colpi di scena: un tradimento, un’insurrezione in Siberia, l’arrivo improvviso di truppe alleate. Le battaglie si decidono con dadi e posizioni sulle esagonali — da scontri tattici su città chiave come Tsaritsyn a manovre strategiche che attraversano migliaia di chilometri.
Vinci se riesci a spezzare la resistenza avversaria, cancellando le ultime sacche di opposizione prima del 1921. Ma non si tratta solo di conquistare territori: devi gestire l’instabilità interna, il morale delle truppe e i limiti della tua rete logistica. Ogni decisione ha un costo.
Reds! non è un gioco diretto. È complesso, profondo, esigente. Ma proprio per questo affascina: ti costringe a pensare come un comandante in una guerra dove non c’è linea del fronte, solo polvere e neve, e la voce di Trotsky che urla dai treni blindati mentre il tuo generale bianco cerca disperatamente un passaggio tra i monti dell’Altaj. È storia viva — scritta in esagoni, dadi e gettoni. E non ti lascerà indifferente.
Nessun prezzo disponibile al momento. Cerca su:
Nessuna recensione ancora. Sii il primo!