Salvation

(1976)
4.5/10 (2 voti)

Salvation è un gioco da tavolo che mescola l’atmosfera di Monopoly a una satira dolce e inaspettata ispirata alla teologia cristiana. Non si tratta di comprare strade, ma di guadagnare Crediti Celesti per evitare la dannazione eterna e raggiungere la salvezza. Il tabellone è un viaggio attraverso opere di carità, tentazioni, atti di provvidenza divina e momenti in cui la Chiesa interviene — talvolta con benevolenza, altre con severità. Ogni giocatore incarna un’anima in cammino verso l’aldilà, e ogni mossa conta.

Si lanciano i dadi per muoversi tra spazi che richiedono decisioni: accumulare crediti, assumere personaggi ecclesiastici come preti, canonici o santi per compiere missioni, o scambiare risorse con gli altri giocatori. Non si costruiscono case, ma si inviano figure di cartone a combattere l’ignoranza e il peccato. L’uso di parole come “denaro” è punito da una multa simbolica — devi dire “crediti celesti”, per rispetto alla tua anima. Le carte delle tentazioni e della provvidenza aggiungono imprevedibilità, mentre i due punti estremi del tabellone decidono il destino: atterrare sull’Eterna Salvezza con crediti sufficienti ti fa vincere all’istante; cadere sulla Dannazione Eterna senza risorse ti elimina subito.

Il gioco ha un’estetica diretto ma curata, con pedine metalliche e monete di cartone che ricordano i classici anni Settanta. Il tabellone è su cartoncino sottile, ma l’idea è originale: una parodia rispettosa che trasforma la teologia in un gioco strategico di negoziazione e gestione delle risorse. Non serve essere credenti per apprezzarlo — basta capire che, a volte, salvare l’anima richiede più astuzia che devozione.

  • Giocatori: 2-6
  • Durata: 120 min
  • Età Minima: 10+
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