Saratoga

(1998)
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Qui, l’esercito britannico del generale Burgoyne, composto da quasi novemila uomini e sostenuto da una flotta di centoventotto cannoni, cerca di avanzare verso Albany per tagliare in due le colonie ribelli. Dall’altra parte, gli americani si preparano su Bemis Heights, tra incertezze e tensioni interne. Non è solo uno scontro militare: è una lotta tra strategia, carattere e fortuna.

Il gioco ti mette nei panni di uno dei due comandanti. Come britannico, devi decidere se attaccare frontalmente le posizioni americane ben difese o aggirarle lungo il fianco sinistro, dove la terra è più aperta ma i reparti nemici sono ancora in fase di schieramento. I mercenari assoldati dai tedeschi — i lanzichenecchi — hanno fama di ferocia, ma possono tradirti se non li gestisci con cura. Come americano, devi scegliere: restare sulla difensiva, come vuole il generale Gates, o uscire dalle linee per colpire nel bosco dove l’artiglieria nemica è inutile? E cosa fai se Arnold, il tuo migliore comandante sul campo, e Gates, che ti ha nominato capo dell’esercito, non si parlano più?

Il tabellone è una griglia esagonale che riproduce fedelmente i terreni: boschi densi, colline, strade sterrate e il fiume Hudson. Ogni mossa conta. Le unità sono suddivise per tipo — fanteria regolare, milizie, artiglieria — e ogni battaglia si risolve con un sistema di combattimento che tiene conto della posizione, del morale e delle condizioni atmosferiche. La nebbia dell’alba può nascondere i movimenti, ma anche ritardare l’avanzata. Le perdite sono pesanti: non è raro che una brigata venga annientata in poche ore.

Vinci se riesci a raggiungere Albany o a distruggere completamente l’esercito avversario. Ma la vera sfida sta nel gestire le incertezze: i rapporti di intelligence sono incompleti, gli ordini possono essere ignorati, e un solo errore può cambiare il corso della guerra.

Saratoga non è un gioco che celebra eroi o demonizza nemici. È una simulazione calma, precisa, dove ogni decisione ha peso. Non importa se sei dalla parte dei britannici o degli americani: qui si capisce perché questa battaglia fu la svolta di un intero continente. E forse, per la prima volta, ti rendi conto che la storia non è scritta dai vincitori — ma da chi ha saputo aspettare, muoversi e combattere al momento giusto.

  • Giocatori: 2
  • Durata: 180 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (2.55)

Meccaniche: Griglia Esagonale

Artisti: Joe Youst, Rodger B. MacGowan

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