Scamboozle

(1992)
7.2/10 (3 voti)

Scamboozle è un gioco dove l’arte di convincere diventa una competizione. Non serve avere ragione: basta saper parlare bene. In questa satira politica dai toni irriverenti, tu e i tuoi amici vi trasformate in politici senza scrupoli, pronti a promettere il cielo pur di ottenere un voto. Non importa se la tua proposta è assurda: l’obiettivo è farla sembrare plausibile agli occhi degli altri.

Il gioco si svolge su una mappa che riproduce il percorso di un sistema politico: da un’esterno, chiamato “Casa”, dove accumuli consensi in tre categorie — Verde, Rossa e Blu — fino all’intimo cerchio del “Ministero”, dove la lotta si fa più serrata. Muovendoti con i dadi, atterri su caselle che ti costringono a reagire: una “Questione” richiede di inventare un’opinione convincente, magari sostenendo che il cielo dovrebbe essere viola per motivi fiscali; uno “Scandalo” ti obbliga a giustificarti in tempo reale, con la tua credibilità sul filo del rasoio. Dopo ogni intervento, tutti votano: supporto unanime, opposizione totale, maggioranza o spaccatura. Il risultato determina quanto guadagni o perdi punti, lanciando tre dadi colorati che registrano il tuo successo.

Per entrare nel Ministero devi raccogliere almeno 8 voti Verdi, 6 Rossi e 2 Blu. Ma non basta: per candidarti a Primo Ministro servono ben 16 Verdi, 12 Rossi e 4 Blu. E qui il gioco si fa intenso. Quando due giocatori raggiungono lo status di Candidato, la partita entra nella fase finale: solo uno potrà vincere. L’ultimo round è una sfida diretta: devi convincere gli altri che tu — non loro — sei l’unica persona adatta a guidare il paese. Non si tratta di numeri o fortuna pura: qui vince chi sa mentire con classe, chi riesce a trasformare un’assurdità in una verità collettiva.

Scamboozle non è un gioco serio, ma non è nemmeno solo una burla. È un esperimento sociale dove l’umorismo nasce dalla realtà: le tecniche di manipolazione che vediamo nei talk show o nelle campagne elettorali diventano meccaniche da tavolo. Ti ritrovi a difendere posizioni folli con la serietà di un ministro, mentre i tuoi amici annuiscono, incerti se ridere o crederti. E quando finalmente ti eleggono Primo Ministro, sai bene che non hai vinto per merito: hai vinto perché sapevi dire esattamente quello che gli altri volevano sentire. Il gioco è un riflesso del potere: non serve essere onesti, basta essere persuasivi. E forse, proprio lì, sta il divertimento più sincero.

  • Giocatori: 3-6
  • Durata: 60 min
  • Età Minima: 10+
  • Complessità: (2.00)
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