Nella primavera del 1942, l’equilibrio del Pacifico si gioca su un singolo atollo e sulla capacità di due flotte di leggere i segni del vento. A Midway, il destino dell’Impero giapponese e della marina americana si incrocia in una battaglia che cambierà per sempre la guerra: navi silenziose che navigano sotto l’orizzonte, aerei che salgono tra le nuvole, torpediniere che avanzano senza paura. Questo gioco non racconta solo quella battaglia: la riproduce, pezzo per pezzo.
Second World War at Sea: Midway ti porta al centro di cinque scenari diversi, dall’attacco a Pearl Harbor alla difesa di Wake Island e all’epica scontro del 4 giugno. Ogni scenario è un puzzle strategico: devi decidere dove inviare le tue navi, quando far decollare i tuoi aerei, come gestire la tua forza aerea limitata. Il Giappone parte con una flotta potente — sei portaerei moderne, il super-battleship Yamato e un’armata di Zero che dominano i cieli. Gli Stati Uniti hanno meno mezzi ma sanno dove colpire: le loro portaerei sono l’unica carta vincente contro un nemico che crede ancora nella superiorità numerica.
Il gioco si muove su due livelli. Sulla mappa strategica, tracci i movimenti delle flotte attraverso il Pacifico centrale, tra Hawaii, Midway e Wake: ogni spostamento è una scommessa. Quando le forze entrano in contatto, passi alla mappa tattica — un reticolo di esagoni dove navi e aerei si affrontano con precisione. Le navi lanciano colpi di cannone o siluri: lanci i dadi secondo la potenza del tuo armamento, e se ottieni un 6, il bersaglio subisce danni — alle caldaie, alla torretta o allo scafo. Gli aerei attaccano in modo simile: gli Zero intercettano i Devastator, le bombe americane si lanciano in picchiata, e un solo colpo ben piazzato può mandare una portaerei sul fondo.
I pezzi sono dettagliati: 210 contatori per le navi grandi — da incrociatori a corazzate — e 280 più piccoli per gli aerei, i sottomarini e i segnalini. Ogni unità ha un valore reale, basato sulla storia: i F4F Wildcat non sono supereroi, ma difendono con tenacia; i B17 volano lontani, ma raramente colpiscono in modo preciso. Le regole non cercano di essere perfette: vogliono essere vere. Il risultato è un gioco che scorre veloce, senza troppi calcoli, eppure capace di trasmettere la tensione reale di una battaglia dove ogni decisione conta.
Vincere non significa distruggere tutto. A volte basta far fallire l’attacco nemico, o costringerlo a ritirarsi prima che raggiunga il suo obiettivo. Il Giappone deve annientare la flotta americana e occupare Midway; gli Stati Uniti devono sopravvivere, colpire al momento giusto, sfruttare l’intelligence che sa dove cercare. La vittoria non è mai scontata: un errore di posizionamento, un lancio di dadi sfavorevole, una scelta troppo ottimista — e tutto può crollare.
Questo gioco non celebra eroi né demonizza nemici. Offre semplicemente la possibilità di vivere quella battaglia come chi comandava: con incertezza, con risorse limitate, e con il peso della storia sulle spalle. È un gioco per chi vuole capire perché Midway non fu solo una vittoria, ma un punto di svolta scritto nel mare.
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