È un gioco da tavolo che mescola strategia su larga scala e combattimenti tattici con precisione storica e semplicità di regole.
Due giocatori si affrontano: uno comanda la flotta imperiale giapponese, l’altro le forze alleate — britanniche, americane, olandesi e australiane — in ritirata sotto il peso dell’invasione. L’azione si svolge su due livelli: sulla mappa strategica, muovi navi da battaglia, portaerei e incrociatori per controllare mari e basi; quando le flotte si incontrano, passi alla mappa tattica, un reticolo di esagoni dove ogni nave ha il suo spazio e ogni attacco conta.
Qui la combattimento è diretto: lanci un dado per ogni fattore d’attacco della tua unità — cannoni, siluri o aerei — e solo un sei segna un colpo. Devi poi confrontare il tipo di arma con lo spessore dell’armatura colpita: se la penetrazione avviene, segni un danno sulla scheda della nave. Le unità possono affondare, bruciare o restare inutilizzabili, proprio come accadde nella realtà.
Il gioco include quindici scenari, tra cui battaglie celebri come quella del Mare di Giava e l’ultima missione della HMS Prince of Wales. Otto sono brevi scontri tattici da giocare in un’ora; gli altri, più complessi, richiedono una serata intera per essere completati, ma sono progettati per restare concentrati e coinvolgenti.
I materiali sono curati: due grandi mappe strategiche che coprono il Mar Cinese Meridionale e le Indie Orientali, una mappa tattica dettagliata, oltre 400 pezzi in plastica — navi, aerei e segnalini — e guide chiare per regole e scenari. Le mappe si integrano con quelle di “Eastern Fleet”, permettendo campagne più ampie se lo desideri.
Strike South non cerca di essere un simulatore complesso: offre l’emozione del comando navale, la tensione delle decisioni in tempo reale e il piacere di ricostruire una fase cruciale della guerra con equilibrio tra storia e gioco. È perfetto per chi ama i wargame accessibili ma ricchi di atmosfera.
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