Sextett è un’esperienza rara: sei giochi diversi in una sola scatola, tutti legati da un’unica filosofia di strategia e intuito. Nato nel 1969, non è un semplice raccolta, ma un viaggio attraverso meccaniche antiche e nuove, dove i dadi guidano il ritmo e le pedine diventano strumenti di ingegno più che di fortuna. Ogni partita si svolge su una delle tre tavolette in cartone rigido incluse, accompagnate da un set colorato di pedine che cambiano significato a seconda del gioco scelto.
Il cuore di Sextett è la combinazione tra il caso dei dadi e la pianificazione profonda. Lanciando i cubetti, decidi quanto muovere le tue pedine, ma ogni spostamento ha conseguenze: puoi bloccare un avversario, sfruttare una scorciatoia o addirittura costringerlo a tornare indietro. Non si tratta di corsa pura, ma di danza strategica su griglie e percorsi che mutano da gioco a gioco. In Quicki, ad esempio, bisogna raggiungere le aree centrali del tabellone prima degli altri, ma attenzione: se atterri sulla stessa casella di un avversario, lo mandi al punto di partenza. È una tensione continua tra velocità e controllo.
Ponte ti porta su ponti sospesi e isole da raggiungere con salti precisi; il Magic Star è un labirinto a forma di stella dove devi completare un percorso circolare, ma la pedina bloccante cambia continuamente le regole del gioco. Piggy Back rovescia l’idea tradizionale: non puoi vincere senza aiutare gli altri, perché spesso ti tocca trasportare le pedine avversarie per avanzare — e viceversa. È un equilibrio sottile tra egoismo e cooperazione forzata.
Fox Jumping è il più veloce dei sei: 40 pedine, 39 nascondigli, un solo vincitore. Al via del dado, ogni giocatore cerca di far arrivare la propria famiglia di volpi in una tana prima che gli altri le occupino. È semplice, ma l’ansia cresce con ogni lancio.
Infine c’è Surakarta, il più profondo: un gioco d’ispirazione indonesiana su una griglia circolare dove i percorsi curvi permettono di “saltare” da un bordo all’altro per catturare le pedine avversarie. Qui non conta la velocità, ma l’intelligenza del movimento, il calcolo delle traiettorie e la pazienza.
Sextett non è un gioco che si esaurisce in una sera. È un piccolo universo da scoprire pezzo per pezzo: ogni partita ti svela nuove sfumature, nuovi modi di pensare. Non serve avere esperienza con gli abstract: basta curiosità. I dadi danno il via, ma sono le tue scelte a decidere chi vince. E se un gioco ti lascia stanco, ne puoi provare un altro — sempre nella stessa scatola, sempre con lo stesso set di pedine colorate che sembrano aspettarti per una nuova avventura.
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