Silverton ti trasporta nell’America degli anni d’oro, tra le valli impervie del Colorado, del New Mexico e dell’Utah, dove ferrovie serpeggiano tra miniere d’argento e di oro, e il mercato delle risorse è un gioco di tempismo e strategia. Qui non basta costruire binari: devi prevedere i prezzi, controllare le rotte e sfruttare ogni opportunità prima che gli altri lo facciano.
Ogni giocatore guida un impero minerario, guidando prospector alla ricerca di giacimenti e surveyor per tracciare linee ferroviarie. Le tue risorse — oro, argento, carbone, rame — devono essere estratte, trasportate e vendute al momento giusto: una miniera inattiva è un’occasione sprecata, ma se la colleghi alla stazione giusta quando il prezzo schizza, puoi accumulare profitti rapidi. Il tabellone, ampio e dettagliato, diventa via via una mappa delle tue ambizioni: ogni binario posizionato è un investimento, ogni miniera reclamata un punto di forza da difendere o attaccare.
Il gioco si svolge in sette fasi ordinate e precise. Inizialmente, il turno viene assegnato casualmente; poi, a turni alternati, piazzi i tuoi operatori sul terreno: un prospector per scoprire una miniera, uno surveyor per estendere la rete ferroviaria. Le collisioni tra giocatori sono parte integrante del gioco — se due persone reclamano lo stesso tratto o la stessa vena, si risolvono con regole chiare ma tese. Una volta posizionati, devi pagare i costi di costruzione e raccolta: puoi trasportare merci lungo le tue linee, consegnarle alle città e incassare il guadagno, oppure sfruttare carte passeggeri per un introito più rapido. Poi arriva il momento cruciale: i dadi determinano l’andamento dei prezzi delle risorse, e qui si gioca la partita. Un metallo che sale di valore può trasformare una miniera marginale in una fonte di ricchezza; un crollo può svuotare le tue casse se non hai agito con anticipo.
Al termine del turno, i materiali consumati vengono rimpiazzati e si valuta se qualcuno ha raggiunto l’obiettivo specifico della partita — che varia a seconda dello scenario scelto. La lunghezza di una partita è impegnativa: tre ore, ma ogni minuto conta. Non c’è spazio per la passività.
Silverton non è un gioco da tavolo semplice, ma nemmeno astratto. È un sistema vivente dove le tue decisioni economiche si intrecciano con quelle logistiche, e il successo dipende dalla capacità di anticipare i movimenti degli avversari e del mercato. Il tabellone, i cubetti colorati, i dadi che scandiscono l’evoluzione dei prezzi: tutto contribuisce a creare un’atmosfera densa, quasi cinematografica. È il gioco di chi ama costruire imperi, non solo tracciare linee. E se la versione originale è ormai rara, quella Mayfair — con l’espansione del New Mexico integrata — ne conserva intatta la complessità e il fascino.
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