Space Dreadnought 3000 è un gioco di guerra spaziale dove flotte di navi da battaglia si scontrano in battaglie strategiche tra stelle e sistemi solari. Nel 1999, questo titolo proponeva un mix unico: la tensione dei combattimenti ravvicinati unita alla pianificazione su larga scala, tutto con un ritmo serrato ma profondo.
Ogni partita si svolge in turni segreti. I giocatori scrivono contemporaneamente gli ordini di movimento, poi li rivelano insieme: le flotte avanzano tra grandi esagoni che rappresentano i sistemi stellari, seguendo rotte predefinite come anelli o percorsi collegati. Se una nave tenta di attraversare un’esagono occupato da una flotta nemica ferma, viene annientata sul colpo — nessuna possibilità di fuga, solo coraggio o prudenza. Durante lo scontro, non si muove più nulla: ogni nave lancia dadi a 12 facce per determinare i suoi attacchi, confrontando il risultato con la resistenza del bersaglio. I combattimenti possono durare più turni fino a che una delle due parti viene distrutta o decide di ritirarsi.
Le flotte devono restare collegate a un pianeta rifornimento: senza linee di approvvigionamento, diventano vulnerabili e inutilizzabili. Il gioco si adatta sia ai modellini — con navi in scala 1/3000 e caccia in 1/600 — che a semplici segnalini su un tavolo più piccolo, rendendolo accessibile anche senza collezione di miniature.
Il gioco offre tre modalità: la partita tattica, durata dieci turni, dove vince chi accumula più punti con le navi sopravvissute; il gioco strategico, che combina pochi scenari tattici su una mappa più ampia; e infine la campagna, in cui i giocatori costruiscono basi navali e risolvono gli scontri attraverso battaglie tattiche ripetute. Opzionalmente si possono introdurre alleati, controlli di comando o flotte multiple per partite più complesse.
L’interesse di Space Dreadnought 3000 sta nella sua struttura: non è un gioco da lanciare dadi e basta, né una mera simulazione. È un equilibrio tra pianificazione segreta, rischio calcolato e reazioni immediate. Le regole sono chiare ma lasciano spazio al pensiero strategico, mentre il sistema di movimento a esagoni collegati crea situazioni dinamiche e imprevedibili. Non serve essere esperti per iniziare: basta una mappa, qualche dado e la voglia di giocare con intelligenza, non solo con potenza.
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