Spartacus: Crisis in the Roman Republic 80–71 B.C. è un gioco da tavolo che trasporta due avversari nel cuore di una Roma sull’orlo del collasso, dove le legioni si muovono tra battaglie campali e intrighi politici, e il destino dell’impero dipende da pochi punti su una linea di crisi.
Nel ruolo della coalizione sertoriane, guidata dal ribelle Quinto Sertorio, devi sfruttare le tensioni interne alla Repubblica per indebolirla dall’interno: conquistare province, esacerbare i conflitti tra senatori e generali ambiziosi, costringere Roma a ricorrere a comandanti sempre più pericolosi. La tua vittoria non richiede la distruzione totale dell’esercito romano, ma l’erosione costante del suo sostegno politico. Se la Crisi Repubblicana raggiunge il limite massimo, Roma collassa e tu vinci.
Nel ruolo della Repubblica, devi agire con precisione: neutralizzare Sertorio prima che si allei con Mitridate VI del Ponto, evitare di innescare una guerra su due fronti, contenere i generali troppo potenti e mantenere il controllo sull’Italia. Ma ogni legione levata, ogni generale nominato per salvare la situazione, aumenta il rischio di un nuovo Silla: l’esercito che dovrebbe difenderti può diventare quello che lo distrugge. E mentre combatti all’estero, Lepidus tramuta le rivolte in guerra civile e Spartacus, con i suoi schiavi ribelli, minaccia il cuore stesso della penisola.
Il motore del gioco è la Traccia di Crisi Repubblicana: ogni azione militare, ogni decisione politica, ogni reclutamento forzato o alleanza precaria si riflette su questa linea che misura quanto la Repubblica sia vicina alla rovina. I movimenti puntuali sulla mappa, le carte evento che guidano eventi storici e i dadi per gli scontri militari creano un’interazione dinamica tra strategia terrestre e instabilità interna. Non basta vincere battaglie: devi gestire l’opinione pubblica, il timore dei generali, la fame di potere dei senatori.
Il gioco non offre soluzioni semplici. La Repubblica può vincere senza mai perdere una sola provincia, ma se i suoi stessi strumenti di sopravvivenza la corrompono, il trionfo diventa vuoto. I ribelli possono conquistare Roma e ancora perdere: se non riescono a far crollare l’intera struttura politica, restano solo un’insurrezione spenta.
Spartacus è un gioco che richiede equilibrio tra la spada e il senato, tra la logistica delle legioni e le manovre del potere. Non si vince con l’esercito più grande, ma con chi sa sfruttare meglio le contraddizioni di un sistema già in decomposizione. E mentre i dadi rotolano e le carte vengono giocate, la storia non è scritta dai vincitori: è scritta da chi riesce a far crollare l’impero senza che lui stesso ne sia travolto.
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