Storm of Steel

(2007)
6.6/10 (76 voti)

Storm of Steel non è semplicemente un wargame: è un’epopea di acciaio e fango che riporta in vita l’intera guerra mondiale su una mappa che va dai Pirenei agli Urali, dal fronte occidentale alle trincee della Mesopotamia. Ogni scacchiera hexagonale è un pezzo di storia viva: le linee di difesa intorno a Verdun, i movimenti dei corpi d’armata russi tra Varsavia e Kiev, la lotta per il controllo del Mediterraneo e delle rotte marittime. Qui non si combattono battaglie isolate, ma un conflitto globale che coinvolge eserciti, flotte, aerei e reti di spionaggio.

Il gioco ruota attorno a una meccanica flessibile: puoi scegliere quanto profondamente immergerti. Le partite si svolgono in turni trimestrali, ma le carte delle campagne — ciascuna legata a un evento storico o a un’innovazione tattica — ti danno impulsi extra per muovere e combattere, riproducendo l’intensità di offensive come la battaglia di Caporetto o il piano Schlieffen. Ogni nazione ha il suo ordine di battaglia unico: gli austro-ungarici dispongono di corpi da montagna, i tedeschi possono schierare truppe d’assalto e le potenze centrali hanno accesso a unità di carri armati sempre più avanzate. I corpi d’armata non sono semplici pedine: rappresentano decine di divisioni, che puoi concentrare per un attacco devastante o disperdere per difendere una lunga linea. Le forze navali operano a livello di squadriglie: le navi da battaglia cercano lo scontro decisivo, mentre incrociatori e cacciatorpediniere fungono da scorta e ricognizione. Il sottomarino diventa un’arma silenziosa ma letale, con una modulistica dedicata alle operazioni di guerra commerciale che mettono a rischio le linee di rifornimento.

L’aviazione non è un accessorio: è parte integrante della strategia. Puoi migliorare la tua dottrina aerea per passare dalla semplice ricognizione all’intercettazione, al bombardamento strategico e persino alle operazioni da portaerei. I piloti diventano risorse preziose, e il controllo dello spazio aereo può decidere l’esito di un’offensiva. Ma non è tutto: c’è anche la guerra nascosta. Attraverso agenti segreti puoi diffondere propaganda, sabotare fabbriche o destabilizzare le retrovie avversarie, creando crisi interne che indeboliscono l’avversario più di qualunque offensiva diretta.

Il sistema di combattimento è sofisticato ma coerente: tre tabelle diverse modellano i diversi tipi di scontro — da quelli tradizionali a quelli condotti dalle truppe d’assalto, che usano tecniche di infiltrazione per sfondare le linee nemiche. La produzione industriale è legata al morale: vincere battaglie aumenta la capacità produttiva; subire una disfatta può innescare scioperi e rivolte a casa. Le carte delle campagne non sono solo bonus, ma scelte strategiche profonde: scegliere di attuare Verdun significa sacrificare manovra per potenza d’urto; optare per la guerra chimica o l’adozione della dottrina corazzata cambia il volto del conflitto.

Storm of Steel non ti chiede di vincere una battaglia: ti chiede di guidare un intero continente attraverso quattro anni di caos. Puoi giocare singoli teatri — l’Est, l’Ovest o il Medio Oriente — oppure affrontare la guerra completa fino al 1919, con scenari “what if” che immaginano un conflitto prolungato oltre l’armistizio. È un gioco per chi vuole sentire il peso della storia, non solo muovere pedine. Per chi cerca di capire come una guerra così vasta potesse essere combattuta — e perché nessuno ne uscì vittorioso.

  • Giocatori: 2
  • Durata: 120 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (3.56)
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