Suez '73 ti porta sul campo di battaglia del Sinai, tra il 15 e il 22 ottobre 1973, quando l’esercito egiziano e le forze israeliane si scontrarono in uno degli scontri più cruenti della guerra del Kippur. Non si tratta di una battaglia su larga scala, ma di un punto di svolta tattico: la lotta per il controllo di un’area agricola chiamata “Chinese Farm”, dove macchine giapponesi con caratteri kanji avevano ingannato i cartografi israeliani. Qui, tra deserto e canale di Suez, si giocò una partita a scacchi fatta di carri armati, artiglieria e truppe d’assalto.
Il gioco replica l’azione in turni da dodici ore, su una mappa esagonale che copre un chilometro e mezzo per ogni esagono. Ogni unità rappresenta una compagnia o un battaglione, con dettagli precisi sulle forze coinvolte: carri T-54, M60, mitragliatrici antitanco, paracadutisti e ingegneri incaricati di posare ponti mobili. Il giocatore israeliano deve aprire un corridoio verso il canale per permettere il passaggio dei ponti; l’egiziano deve bloccarlo a ogni costo, sfruttando le difese preparate e la superiorità numerica iniziale. La pressione è costante: gli Israeliani avanzano lentamente, pagando un prezzo alto in mezzi e uomini; gli Egizi, sebbene stanchi e mal riforniti, resistono con determinazione, spesso a costo di perdere posizioni strategiche.
Il sistema di combattimento si basa su tabelle di risultato che bilanciano forza, terreno e sorpresa. I turni notturni cambiano le dinamiche: i paracadutisti israeliani vengono lanciati per sgombrare le difese antitanco, ma restano intrappolati sotto il fuoco nemico. È proprio in quei momenti che la vera strategia emerge: chi riesce a muovere i ponti senza essere scoperto guadagna l’accesso al canale. Le riserve e gli arrivi in rinforzo sono critici, e le tabelle di ricostituzione ti costringono a scegliere cosa sacrificare.
Il gioco non è veloce: una partita completa richiede fino a otto ore, ma ogni minuto conta. La mappa colorata, i contatori dettagliati e le schede di riferimento per entrambi gli schieramenti rendono l’esperienza immersiva senza appesantire il flusso. È un gioco che non ti chiede solo di vincere, ma di comprendere: perché certi attacchi fallirono, perché i paracadutisti furono mandati là, e come una singola strada possa cambiare l’esito di una guerra.
Suez '73 è un wargame per chi vuole vivere la battaglia, non solo osservarla. Non c’è gloria qui: solo fango, polvere e decisioni difficili. E forse, proprio per questo, è uno dei più autentici che esistano.
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